Honda Hornet e Transalp 2026, l’E-Clutch rende la frizione un ricordo (ma solo se si vuole)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un gesto, per chiunque abbia mai guidato una moto, che si impara una volta e non si dimentica più. Tirare la leva della frizione, con le dita della mano sinistra, mentre il piede calcia il selettore del cambio: un movimento che diventa, col tempo, talmente automatico da assomigliare quasi a un respiro. È uno dei primi veri punti di contatto fisico tra il pilota e la meccanica, quella zona d’ombra in cui l’istinto si fonde con il funzionamento della trasmissione. Eppure, Honda ha deciso di intervenire proprio lì, in quello spazio che sembrava intoccabile, non per cancellare il rito ma per offrire la possibilità di rinunciarvi.
La novità si chiama E-Clutch, un sistema di frizione a controllo elettronico che, di fatto, rende superfluo l’uso della leva al manubrio. Una leva che, va detto, non scompare del tutto: rimane al suo posto, quasi a ricordare che la scelta è del pilota. Chi sale sulla nuova CB750 Hornet o sulla Transalp 2026 può semplicemente ignorarla, lasciando che sia l’elettronica a gestire l’innesto e il disinnesto della frizione, oppure può continuare a usarla come ha sempre fatto. È una filosofia evolutiva che Honda sta portando avanti con decisione, tanto che per il mercato italiano entrambi i modelli – la naked e la crossover – saranno disponibili esclusivamente in questa configurazione. Non sarà possibile, insomma, acquistare la nuova Hornet senza il dispositivo.
La seconda generazione di un sistema che diventa centrale nella gamma
Arrivata ormai alla sua seconda generazione, l’E-Clutch non è un semplice accessorio ma rappresenta il fulcro della strategia della casa giapponese per questi modelli. Il fatto che non sia prevista una versione senza è il segnale più evidente della convinzione con cui questa tecnologia viene proposta. La Hornet 750 e la Transalp 2026 condividono non solo il motore e l’impianto elettronico, ma proprio questa impostazione di fondo che punta a rendere la guida più accessibile senza per questo appiattirla.
Nel corso delle prove recenti, chi ha avuto modo di testare l’ultima versione della naked giapponese ha potuto verificare sul campo le caratteristiche di guida offerte dal nuovo sistema, confrontandole con quelle del modello precedente – dove la frizione tradizionale era ancora l’unica opzione. L’impressione, in sintesi raccolta dagli esperti di settore, è che l’intervento Honda vada a colpire un aspetto delicato della dinamica di guida, snellendo le operazioni in città e in situazioni di traffico intenso, ma senza mai sottrarre al pilota quella sensazione di controllo diretto che molti continuano a ricercare. La leva, per l’appunto, resta lì; nessuno è obbligato a smettere di usarla.
Prezzi e allestimenti: l’aumento contenuto nonostante le novità
Sul fronte economico, Honda è riuscita a gestire con una certa abilità l’impatto di questa innovazione. Nonostante l’introduzione del nuovo dispositivo e le altre modifiche apportate agli allestimenti e alla gamma colori, l’aumento di listino è stato contenuto. Un dettaglio non secondario, considerato che si tratta di una tecnologia che aggiunge complessità al progetto e che, almeno per il momento, viene imposta come unica opzione sul mercato italiano.
I prezzi sono stati ufficializzati dalla casa in vista dell’arrivo nelle concessionarie, con una strategia commerciale che punta a valorizzare l’E-Clutch come un valore aggiunto piuttosto che come un sovrapprezzo. Per quanto riguarda le differenze tra i modelli, oltre alla frizione automatica ci sono aggiornamenti anche a livello di colorazioni e di dettagli estetici, che consentono di distinguere le nuove versioni dalle precedenti. Un lavoro, quello di Honda, che mira a rendere più fluida la transizione verso questo tipo di tecnologia senza creare discontinuità troppo brusche nella percezione del prodotto da parte degli appassionati.
La leva non scompare: l’equilibrio tra tradizione e innovazione
Il dettaglio forse più interessante, in questa operazione, resta la scelta di mantenere fisicamente la leva della frizione. È un elemento che sembra piccolo, ma che cambia radicalmente l’approccio al sistema: non si tratta di una frizione automatica in senso stretto, ma di un dispositivo che *automatizza* la gestione della frizione, lasciando però al pilota la facoltà di intervenire quando lo desidera. Una soluzione di compromesso che permette di avere il meglio di entrambi i mondi, senza obbligare nessuno a rinunciare al proprio stile di guida.
Per chi arriva da una moto tradizionale, l’impatto con l’E-Clutch è meno traumatico di quanto si possa pensare. Si può partire senza toccare la leva, cambiare marcia senza pensare al dosaggio del freno a mano, e poi, magari in un tratto di strada più guidato, tornare a usarla per sentirsi più coinvolti. Questa doppia anima, che nella gamma Honda sta diventando sempre più pervasiva, rappresenta un tentativo di coniugare l’evoluzione tecnologica con le abitudini di chi considera il gesto della frizione parte integrante del piacere di guida. E, almeno sulla carta, sembra riuscirci senza strappi.




