Ferretti chiude il 2025 con ricavi in crescita del 5% e nomina l’advisor per l’opa di Kkcg
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Ferretti, riunitosi nella giornata di ieri, ha esaminato e approvato i risultati consolidati preliminari relativi all’esercizio 2025, un anno che l’amministratore delegato Alberto Galassi non ha esitato a definire “sfidante” per l’intera nautica da diporto a livello mondiale. Nonostante un contesto di mercato che, secondo le prime analisi, avrebbe fatto registrare una contrazione complessiva della domanda, il gruppo con sede a Forlì ha comunicato di aver centrato pienamente tutti gli obiettivi fissati nella guidance, con ricavi netti derivanti dalla vendita di yacht nuovi pari a 1,23 miliardi di euro, in aumento del 5% rispetto ai dati consolidati del 2024. La performance, come sottolineato dalla stessa società guidata da Galassi, si attesta dunque nella parte alta delle previsioni, che indicavano un intervallo compreso tra 1,22 e 1,24 miliardi, e dimostrerebbe una capacità di “sovraperformare” l’andamento negativo del settore, guadagnando quote di mercato -1-2.
L’esame dei conti, peraltro, evidenzia una crescita che non si limita al solo fatturato ma che si estende anche alla redditività operativa e all’utile netto. Il margine operativo lordo rettificato, l’ebitda adjusted, si è attestato a 202,8 milioni di euro, segnando un incremento del 6,7% su base annua e superando leggermente il tetto massimo della forchetta prevista, che era compresa tra 201 e 207 milioni; il margine percentuale è conseguentemente salito al 16,5%, con un miglioramento di trenta punti base -1-7. L’utile netto, dal canto suo, ha raggiunto quota 90,1 milioni di euro, in crescita del 2,2% rispetto all’esercizio precedente, un dato che conferma la solidità della struttura finanziaria del gruppo, il quale ha chiuso l’anno con una posizione finanziaria netta positiva per 111 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto ai 65,2 milioni registrati alla fine del terzo trimestre -2-8.
Parallelamente alla diffusione dei dati economici, che fotografano un’azienda in salute nonostante le turbolenze del mercato, il cda ha dovuto affrontare un altro tema di rilevanza strategica, legato agli assetti proprietari e ai movimenti sul capitale. La società Kkcg, attraverso la veicolo Kkgc Maritime, ha infatti manifestato l’intenzione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale condizionata, con l’obiettivo di acquisire fino a 52,1 milioni di azioni Ferretti, pari a circa il 15,4% del capitale sociale; un’operazione che, qualora andasse a buon fine, porterebbe la quota del gruppo facente capo all’imprenditore ceco Karel Komárek a sfiorare il 30% del totale -10. Per valutare i termini e la congruità dell’offerta, che mira a salire al 29,9% con un totale di 101,2 milioni di azioni in portafoglio, l’organo amministrativo ha nominato Altus Capital Limited in qualità di advisor finanziario, con il compito specifico di assistere il comitato indipendente, costituito proprio per l’occasione, nell’analisi della proposta e nella successiva fase di valutazione -5.
Non meno significativi, se si analizza la qualità della crescita e le prospettive a breve termine, appaiono i dati relativi al portafoglio ordini e alla raccolta. Il gruppo, che opera con marchi come Riva, Pershing e Custom Line, ha visto il portafoglio ordini complessivo crescere a 1,72 miliardi di euro, con un incremento del 3,1% rispetto al dato di fine 2024, ma con un balzo del 14,5% se paragonato ai valori del 30 settembre 2025; a questo si aggiunge il cosiddetto “net backlog”, ovvero la parte di ordini non ancora coperta da ratei di costruzione, che ammonta a 828,6 milioni, in aumento del 4,3% nell’ultimo trimestre dell’anno -2-7. La raccolta ordini annuale, pari a circa 1,14 miliardi, è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2024, ma la sua composizione interna, secondo quanto emerge dalle note della società, evidenzierebbe una decisa virata verso le imbarcazioni più grandi e personalizzabili, quelle cioè a più alta marginalità, a dimostrazione di una strategia industriale che privilegia la redditività rispetto alla mera crescita volumetrica -1-6.
La strategia industriale e il commento del management
Nel commentare i risultati, Alberto Galassi ha voluto sottolineare come, nei contesti di mercato particolarmente selettivi, emergano quelle aziende capaci di coniugare visione industriale e disciplina finanziaria, attribuendo a questi fattori il merito di aver centrato tutti gli obiettivi prefissati. “I ricavi”, ha dichiarato il manager, “crescono oltre il settore di riferimento e la marginalità migliora sensibilmente”, un’affermazione che trova riscontro nei numeri e che il management intende perseguire con la medesima coerenza anche negli esercizi futuri, puntando a una crescita profittevole e alla creazione di valore per tutti gli stakeholder -5. La scelta di non farsi coadiuvare da un ulteriore advisor nell’esame dell’opa, ma di avvalersi esclusivamente delle conclusioni di Altus a favore del comitato indipendente, testimonia inoltre la volontà di mantenere snello e trasparente il processo di valutazione, in attesa di comprendere quali saranno i prossimi passi dell’azionista di minoranza che intende rafforzare la propria presenza nel capitale -5.
L’andamento dei mercati e le prospettive
Guardando alla provenienza geografica degli ordini, i dati preliminari dell’esercizio appena concluso confermano un quadro piuttosto variegato. Se l’Europa, pur in flessione, rimane il mercato di riferimento assorbendo il 44% dei ricavi, sono le aree del Medio Oriente e dell’Africa a mostrare i tassi di crescita più elevati, con un balzo del 38,2%, seguite dalle Americhe che hanno fatto registrare un aumento del 10,1%, trainato probabilmente dall’effetto positivo dei saloni nautici di inizio anno come quello di Miami -1-6. In flessione, invece, l’area Asia-Pacifico, che ha patito una contrazione del 48% dei ricavi, un dato che porta la sua incidenza sul totale a un marginale 2%, ma che parte da numeri assoluti comunque contenuti. La capacità del gruppo di aver incrementato i prezzi medi e di aver ampliato la base clienti, con una crescita dei cosiddetti “repeaters”, ovvero coloro che acquistano una seconda o terza imbarcazione, dal 46% al 57%, rappresenta un ulteriore segnale di salute e di solidità del modello di business adottato -1.
Description: Ferretti chiude il 2025 con ricavi a +5% e utile a 90,1 milioni. Il cda nomina Altus Capital advisor per valutare l’opa parziale di Kkcg.




