Tim, Labriola nomina gli advisor per l’opa di Poste mentre parte la migrazione di PosteMobile sulla propria rete
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Tim, come confermato dall’amministratore delegato Pietro Labriola in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre, ha formalmente incaricato una serie di consulenti finanziari e legali con il compito di analizzare l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) presentata da Poste Italiane. Nello specifico, stando a quanto emerso nei circoli finanziari, la società ha selezionato gli advisor internazionali Evercore e Goldman Sachs per la valutazione dei profili economici dell’operazione – che prevede un corrispettivo misto in azioni e denaro – mentre il presidio legale della delicata procedura è stato affidato agli studi BonelliErede e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Labriola, intervenuto al Salone del Risparmio di Milano, ha sottolineato come l’avvio di questo processo, definito “strutturato e pienamente regolamentato”, miri a tutelare il miglior interesse della società e di tutti i suoi azionisti, senza farsi condizionare dalla pressione mediatica o dalle tempistiche imposte dal mercato.
Un’offerta da 10,8 miliardi e le sinergie da 700 milioni, la prudenza di Labriola di fronte alle ambizioni di Del Fante
Sul fronte opposto, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, difende la propria offerta definendola corretta e accompagnata da un premio significativo per i soci Tim, quantificabile in circa il 16,8%, cercando di respingere al mittente le critiche di chi ritiene il prezzo troppo basso. Del Fante vede nell’operazione una gigantesca piattaforma di sinergie, stimate intorno ai 700 milioni di euro, che deriverebbero dall’unione delle infrastrutture e dalla razionalizzazione dei costi. Tuttavia, Labriola frena l’entusiasmo del rivale, ribadendo un concetto chiaro in diverse interviste (tra cui una rilasciata a Bloomberg): saranno il mercato e gli azionisti a decidere la fairness dell’offerta, mentre lui e il suo team restano focalizzati sull’esecuzione della strategia industriale. Nonostante la sorpresa dell’assalto, l’ad di Tim ha ricordato come il consolidamento nel settore delle Tlc sia una necessità per allineare il mercato italiano a quello europeo, ma ha avvertito che “piccolo non significa necessariamente bello”, lasciando intendere che l’indipendenza resta un’opzione percorribile se l’Opas non dovesse corrispondere ai valori patrimoniali della società.
PosteMobile diventa Full MVNO su rete Tim, la migrazione dei clienti è già operativa dal febbraio 2026
Parallelamente alle manovre su larga scala riguardanti i vertici aziendali, un pezzo fondamentale del puzzle operativo – che forse chiarisce meglio di qualsiasi comunicato stampa la direzione del sodalizio tecnico tra i due colossi – si è già concretizzato sul campo. Dal 23 febbraio 2026, PosteMobile, operatore virtuale di proprietà di PostePay (destinato a passare sotto il diretto controllo della capogruppo Poste Italiane con la fusione prevista nel 2027), ha ufficialmente avviato la migrazione completa della propria base clienti verso la rete mobile di Tim. Fino a quel momento l’operatore era attivo prevalentemente sull’infrastruttura ex Vodafone Italia (ora in orbita Fastweb), ma con questo spostamento – che lo configura a tutti gli effetti come un Full MVNO sulla nuova rete – le sim degli utenti sono state trasferite progressivamente senza che fosse necessaria alcuna sostituzione fisica della scheda o modifica delle condizioni contrattuali.
Un processo strutturato che non contempla interventi manuali, ma lascia ai clienti il diritto di recesso
La transizione, che sta interessando centinaia di migliaia di linee in 4G e 5G, è stata studiata per essere il più possibile “trasparente” per gli utenti finali: nessun costo aggiuntivo, nessuna interruzione del servizio e nessuna variazione dei piani tariffari in essere. Il processo a scaglioni, spiegano i tecnici, è reso possibile proprio dalla natura di Full MVNO di PosteMobile, la quale gestisce in autonomia la componentistica logica delle sim (l’ICCID) pur utilizzando le radiofrequenze e le dorsali di Tim. Esistono però delle eccezioni procedurali: chi non intendesse proseguire il rapporto contrattuale a seguito di questo cambiamento sostanziale dell’infrastruttura di appoggio ha tutto il diritto di recedere senza penali o di richiedere la portabilità del numero verso un operatore concorrente, un’opzione che per legge deve essere garantita in caso di modifica unilaterale delle condizioni tecniche di erogazione del servizio.




