Po ai minimi storici, ferme le turbine di Isola Serafini per la siccità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Po ai minimi storici ha fermato le turbine della centrale idroelettrica Enel Green Power di Isola Serafini, dove la produzione elettrica è azzerata da giorni a causa della portata ridotta del fiume. Il più grande corso d’acqua d’Italia continua a mostrare una magra da record, con detriti normalmente coperti dall’acqua che sono tornati visibili lungo il suo percorso. La situazione conferma la gravità della crisi idrica in corso, aggravata dalle temperature elevate e dalla scarsità di precipitazioni che stanno riducendo le riserve disponibili.

La centrale di Isola Serafini si trova così a fare i conti con una condizione già osservata in passato, con uno stop della produzione che si era verificato anche a metà luglio e nel 2022. La siccità in Italia continua a colpire il bacino del Po, dove non arrivano segnali di miglioramento e dove la riduzione delle portate mantiene alta l’attenzione sulle conseguenze per energia, agricoltura e disponibilità idrica. L’assenza prolungata di piogge e le ripetute ondate di calore stanno mettendo sotto pressione le risorse del Paese.

Il Po resta in emergenza per la carenza d’acqua

L’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto del fiume Po ha confermato il livello di severità idrica “alta”, evidenziando una situazione ancora critica anche nel territorio cremonese. La riunione dell’organismo, coordinata dall’Autorità di Bacino Distrettuale, ha fotografato un quadro senza miglioramenti significativi per il bacino del Po. La portata ridotta del fiume continua a rappresentare uno dei principali segnali della crisi idrica che interessa il Nord Italia.

L’allarme è stato evidenziato anche dall’ultimo report dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche, che ha segnalato uno scenario caratterizzato dal combinato di temperature elevate e assenza di precipitazioni. La carenza d’acqua riguarda non soltanto il Po, ma anche diversi laghi del Nord e del Centro Italia, con una diminuzione delle riserve idriche che rende più complessa la gestione delle risorse disponibili durante una delle estati più difficili degli ultimi tempi.

Riserve idriche e bacini idroelettrici sotto pressione

Secondo Legambiente Lombardia, la crisi non riguarda soltanto i grandi laghi, ma anche le riserve conservate nei bacini idroelettrici di montagna, che stanno raggiungendo i livelli più bassi registrati nell’ultimo ventennio. L’associazione ha sottolineato come la poca acqua ancora disponibile sia concentrata in larga parte negli invasi utilizzati per la produzione energetica. Questo elemento rende più evidente la pressione sulle risorse idriche residue.

Il dato indicato da Legambiente Lombardia mostra che, escludendo il lago di Garda, circa il 70 per cento dell’acqua ancora disponibile nella regione si trova proprio negli invasi idroelettrici. La riduzione delle disponibilità idriche apre quindi una situazione di forte attenzione per gli utilizzi diversi dell’acqua, con agricoltura ed energia che si trovano a dipendere dalle stesse riserve rimaste nei bacini.

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