Caldo e consumi abbassano il livello delle dighe in Sicilia: persi 40 milioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le dighe in Sicilia hanno perso 40,71 milioni di metri cubi d’acqua in un solo mese, secondo i dati pubblicati dall’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia sullo stato degli invasi al primo luglio. Nei trenta invasi siciliani funzionanti, sui 45 complessivi presenti nell’isola, erano disponibili 566,78 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 607,49 milioni registrati il primo giugno. La riduzione corrisponde al 6,7% del volume complessivo e risente dei consumi legati al periodo estivo e dell’aumento dell’evaporazione, che incide sempre di più sulla quantità d’acqua presente negli impianti.

La situazione degli invasi siciliani tra giugno e luglio

I dati diffusi dalla Regione siciliana fotografano una diminuzione degli accumuli idrici rispetto al mese precedente, ma mostrano anche una differenza rispetto allo scorso anno. Alla data del primo luglio, infatti, i trenta invasi dell’isola contenevano 566,78 milioni di metri cubi d’acqua contro i 359 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il confronto evidenzia quindi una quantità superiore rispetto al 2023, nonostante il calo registrato durante il mese di giugno.

La perdita di acqua negli invasi è collegata principalmente ai consumi, aumentati durante la stagione più calda, ma anche all’evaporazione. Secondo le informazioni disponibili, questo fenomeno pesa almeno per il 15% sulla diminuzione complessiva. Il caldo record ha quindi avuto un effetto diretto sul livello delle dighe siciliane, riducendo in poche settimane una parte delle riserve accumulate.

Dissalatori attivi ma reti idriche ancora sotto pressione

Accanto ai numeri degli invasi emerge anche il ruolo dei dissalatori, che per la prima volta mostrano dati legati alla produzione di acqua potabile. A luglio gli impianti di Porto Empedocle, Gela e Trapani hanno immesso nella rete 664.416 metri cubi di acqua potabile, con una portata media aggregata di circa 248 litri al secondo rispetto ai 288 litri al secondo nominali. La capacità raggiunta supera quindi l’86% del potenziale teorico indicato.

La disponibilità prodotta dai dissalatori si confronta però con una rete idrica che continua a presentare difficoltà. I dati mostrano una differenza tra la capacità degli impianti di produzione e la situazione della distribuzione dell’acqua sul territorio. La fotografia complessiva riguarda quindi sia il livello delle riserve nelle dighe sia il funzionamento delle infrastrutture che portano l’acqua ai cittadini.

Il calo delle dighe e il caso degli invasi siciliani

La riduzione degli accumuli idrici interessa tutti gli elementi che influenzano la disponibilità d’acqua in Sicilia durante l’estate. I numeri dell’Autorità di bacino indicano un passaggio da oltre 607 milioni di metri cubi a poco meno di 567 milioni nel giro di trenta giorni, con una perdita superiore ai quaranta milioni di metri cubi. Il dato è stato rilevato sui trenta invasi attualmente funzionanti nell’isola.

La situazione degli invasi siciliani resta quindi legata all’equilibrio tra acqua disponibile, consumi e condizioni climatiche. Il confronto con l’anno precedente mostra una quantità maggiore di risorsa accumulata, mentre il calo mensile evidenzia l’effetto del periodo estivo sulle riserve idriche regionali.

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