Po in secca, la siccità stringe la morsa: chiuse le derivazioni irrigue, ferma la centrale di Isola Serafini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La portata del fiume Po scende inesorabilmente verso la soglia psicologica dei 200 metri cubi al secondo, un valore che, se superato al ribasso, segnerebbe un punto di non ritorno per l'intero ecosistema fluviale, considerando che per arginare l'avanzata del cuneo salino, ovvero l'infiltrazione dell'acqua marina nel delta, sarebbero necessari almeno 450 metri cubi al secondo.

L'emergenza idrica, che quest'anno ha assunto i contorni di una crisi senza precedenti, ha già costretto il Consorzio di bonifica Delta del Po a interrompere tutte le derivazioni irrigue della propria area di competenza, una decisione drastica che mette in luce la gravità di una situazione che non accenna a migliorare, con il termometro che promette di restare elevato almeno per un'altra settimana, come se il clima avesse deciso di non concedere tregua.

Torino e il suo fiume ridotto a un prato di rifiuti

Il capoluogo piemontese offre lo spettacolo desolante di un Po che è ormai un'ombra di sé stesso, tanto che un piccolo uccello è stato immortalato mentre correva veloce su quello che un tempo era il letto del fiume, saltellando sul manto erboso di quella che viene definita "poltiglia" – e non a caso, visto che il nome stesso del fiume sembra derivare proprio da questa consistenza –, un tappeto di schifezza compatta abbastanza solido da reggere il peso di rifiuti di ogni genere, tra cui bottiglie di plastica, una scarpa che sembra uscita dai fumetti di Jacovitti, un pallone sgonfio, e poi rami,

Tronchi, sterpi e foglie incagliate in quella che un tempo era una corrente viva e vitale. La secca, insomma, non è solo un problema di quantità d'acqua, ma trasforma radicalmente il paesaggio e la natura stessa del corso d'acqua, che da elemento liquido e dinamico si sta trasformando in un deposito a cielo aperto di materiali che la corrente, quando c'era, trascinava con sé.

Centrale idroelettrica di Isola Serafini ferma per mancanza d'acqua

Le conseguenze della siccità si fanno sentire anche sul fronte della produzione energetica, come conferma Enel Green Power Italia, che ha comunicato il fermo temporaneo della centrale idroelettrica di Isola Serafini, un impianto chiave per la generazione di energia pulita sul fiume, costretto a interrompere il servizio a causa del calo della quantità d'acqua disponibile, una circostanza che rende impossibile l'esercizio delle turbine.

La società ha precisato che la situazione è in continua evoluzione e che l'impianto ripartirà non appena saranno ripristinate le condizioni idrauliche sufficienti per garantirne il funzionamento, sebbene al momento non sia possibile fare previsioni precise sui tempi di riattivazione.

Il fermo, per quanto riguarda l'impatto sulla popolazione e sulle aziende del territorio, non avrebbe alcuna ripercussione immediata, così come il sistema elettrico nazionale sarebbe in grado di sopperire alla mancanza di questa fonte attraverso la produzione da altri impianti, un aspetto che non deve però far dimenticare il segnale allarmante che arriva da un settore strategico come quello delle rinnovabili.

L'Oglio resiste ma la preoccupazione resta alta

Mentre il caldo non allenta la sua morsa e le temperature si mantengono su livelli eccezionalmente elevati, la preoccupazione non si limita al solo Po, ma si estende all'intera rete idrografica della regione, compreso il fiume Oglio, che attraversa il territorio provinciale toccando località come Isola Dovarese, Ostiano, Gabbioneta Binanuova, Scandolara Ripa Oglio e Robecco d'Oglio, dove il livello dell'acqua è sceso in modo preoccupante, sebbene il fiume stia ancora provando a resistere, come a voler opporre un'estrema resistenza alla siccità.

Il Po, intanto, continua a vivere una secca storica, con il suo livello che si attesta a 8,46 metri sotto lo zero idrometrico, un dato che fotografa la drammaticità di una crisi idrica che sta mettendo in ginocchio l'agricoltura, l'industria e gli ecosistemi di una delle aree più fertili e importanti d'Italia, senza che all'orizzonte si intravedano segnali di un imminente cambiamento climatico che possa portare il tanto atteso sollievo.

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