Il fallimento del golpe in Bolivia: un'analisi
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Redazione Esteri
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Il tentativo di golpe in Bolivia, avvenuto il pomeriggio del 26 giugno a La Paz, ha segnato un momento critico nella storia politica del paese. Il comandante generale dell’Esercito, Juan José Zúñiga, era stato convocato dal presidente Luis Arce per essere destituito dall’incarico, a seguito delle dichiarazioni rilasciate durante un programma televisivo locale.
Il ruolo di Zúñiga
Zúñiga, nel corso del suo arresto, ha accusato il presidente Arce di aver orchestrato un autogolpe per riconquistare popolarità. Ha inoltre sostenuto che l'esercito, rappresentato da lui, è intervenuto in difesa del popolo, opponendosi a uno Stato tenuto in ostaggio da un'élite che mira solo a mantenersi al potere.
La reazione della popolazione
La popolazione boliviana ha risposto con indignazione al tentativo di golpe. In molte città si sono svolte manifestazioni di protesta, durante le quali i cittadini hanno accusato Zúñiga di tradimento. Il numero degli arrestati per il tentativo di colpo di stato è salito a 21, tra cui l'ex comandante dell'aeronautica militare Marcelo Javier Zegarra.
Le conseguenze politiche
Nonostante il fallimento del golpe, la situazione politica in Bolivia rimane tesa. La lotta di potere tra il presidente Arce, attualmente in difficoltà a causa della recessione economica, e l'ex presidente Evo Morales, deciso a riprendersi il potere, rischia di favorire le forze golpiste. Il tentativo di colpo di stato da parte di Zúñiga, sebbene sventato rapidamente e con un bilancio di feriti relativamente basso, ha suonato un preoccupante campanello d'allarme per la democrazia boliviana.




