Bolsonaro condannato a 27 anni per tentato golpe
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Redazione Esteri
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La Corte suprema del Brasile ha irrogato una condanna di ventisette anni e tre mesi di reclusione all’ex presidente Jair Bolsonaro, ritenuto colpevole di aver orchestrato un tentativo di colpo di Stato in seguito alla sconfitta elettorale del 2022. La sentenza, storica e senza precedenti per un capo di Stato nel Paese, è il culmine di un processo che ha visto l’Alta Corte pronunciarsi con un verdetto schiacciante di quattro voti a uno, dove soltanto il magistrato Luis Fux si è dissociato dalla maggioranza.
I cinque capi di accusa – che includono, oltre al tentato golpe, l’attentato allo Stato di diritto e l’appartenenza a un’organizzazione criminale – delineano il quadro di una cospirazione finalizzata a sovvertire l’esito delle urne e a destabilizzare il governo legittimamente eletto di Luiz Inácio Lula da Silva. Il giudice relatore Alexandre de Moraes, figura centrale nell’inchiesta, ha motivato l’entità della pena richiamandosi alla “gravità e intensità della colpevolezza” dell’imputato, nonché alle circostanze e alle conseguenze dei reati commessi, giudicate “ampiamente sfavorevoli”.
Bolsonaro, che da sempre respinge ogni accusa definendosi estraneo a qualsiasi illecito, sconta attualmente gli arresti domiciliari nella capitale Brasilia in attesa degli sviluppi processuali. La condanna, sebbene soggetta a possibili gradi di appello, segna un momento cruciale per la democrazia brasiliana, dimostrando come le sue istituzioni giudiziarie abbiano la capacità di chiamare a rispondere persino le figure più potenti di fronte alla legge.




