Control: Resonant, il nuovo capitolo action-RPG di Remedy, svela il suo mondo distorto
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo il silenzio e le indiscrezioni seguite alla registrazione del marchio, Remedy Entertainment ha ufficialmente rotto gli indugi, svelando Control: Resonant durante i The Game Awards 2025. L'annuncio, uno dei più attesi della serata, ha immediatamente delineato i contorni di un'opera che si propone non come una semplice continuazione, bensì come una decisa evoluzione dell'universo narrativo inaugurato con il Titolo del 2019. Il prossimo grande capitolo della saga, la cui uscita è prevista per il 2026 su PlayStation 5, Xbox Series e PC, abbandona infatti la struttura di action-adventure per abbracciare compiutamente le meccaniche di un action-RPG, promettendo una profondità di interazione e progressione del personaggio del tutto inedita per la serie.
Un nuovo erede per i poteri dell'FBC
La svolta, del resto, non si limita al solo aspetto ludico ma investe in pieno la narrativa, introducendo una figura protagonista differente da quella ormai familiare di Jesse Faden. Nei panni di quest'ultima, direttrice del Federal Bureau of Control, i giocatori avevano esplorato i labirintici corridoi della Vecchia Casa e domato fenomeni alteranti la realtà. Control: Resonant sposta invece il fuoco su Dylan, il fratello di Jesse, affidandogli il compito di fronteggiare una crisi di portata addirittura superiore. Il cambio di prospettiva, che molti consideravano una possibilità dopo gli eventi del primo titolo, diventa dunque realtà, aprendo a interrogativi sul ruolo e sulle capacità del nuovo erede, il quale dovrà imparare a padroneggiare i propri, ritrovati poteri psichici in uno scenario profondamente mutato.
Manhattan sull'orlo dell'annientamento paranaturale
L'ambientazione, come vividamente mostrato dal primo trailer spettacolare, compie a sua volta un salto radicale, abbandonando l'architettura brutalista e claustrofobica dell'agenzia governativa per riversarsi nelle strade aperte, seppur devastate, di Manhattan. La città, però, non è quella che si conosce: è un luogo distorto, sospeso sull'orlo di un annientamento di natura paranaturale. Le immagini, che colpiscono per la loro potenza visiva, ritraggono vie deserte, inghiottite dalla sabbia, e persone letteralmente congelate in aria, catturate in un istante che sembra non aver più intenzione di scorrere. È uno scenario post-apocalittico, ma di un apocalisse peculiare, silenziosa e inquietante, governata da un'entità cosmica misteriosa la cui influenza si estende fino a alterare gli stessi aspetti fondamentali della realtà.
La sfida di un action-RPG nella distorsione
Proprio in questo panorama, che sfida ogni logica consueta, Dylan dovrà muoversi ed agire, esplorando le macerie di una metropoli trasformata in una trappola sovrannaturale. L'impostazione action-RGP suggerisce che la sopravvivenza e il successo non dipenderanno soltanto dalla prontezza di riflessi o dalla potenza di fuoco, ma da una gestione più strategica e articolata delle abilità acquisite, in un percorso di crescita che potrebbe rivelarsi essenziale per comprendere e, infine, contrastare la minaccia. La crisi da fronteggiare, come di consueto nello stile narrativo di Remedy, si annuncia tanto vasta e astratta nelle sue manifestazioni quanto profondamente personale per il protagonista, costretto a navigare in un mondo dove il confine tra reale e alterato è ormai irrimediabilmente frantumato.




