Rimpasto in Sicilia, Minardo (Fi) accelera: “Serve fare presto”. Sbardella (FdI) frena: prima le amministrative
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La quiete, prima o poi, sarà destinata a rompersi: a Palazzo d’Orléans, infatti, il conto alla rovescia per il rimpasto di giunta – scandito dal presidente della Regione Renato Schifani – si scontra ormai con i tempi lunghi della macchina elettorale. Il neo commissario di Forza Italia, Nino Minardo, in una nota diffusa all’ANSA, ha rotto gli indugi dettando una linea di accelerazione netta: “Serve fare presto – ha ammonito –, si è già perso troppo tempo. Il presidente deve poter contare su una squadra al completo e all’altezza delle sfide”. Le sue parole, cariche di quella urgenza amministrativa che spesso langue nei meandri della burocrazia, suonano come un avvertimento preciso nei confronti degli alleati di coalizione.
Minardo, del resto, ha voluto chiarire immediatamente anche il perimetro dell’intervento azzurro, provando a blindare le attuali competenze. “Non intendiamo cambiare deleghe – ha specificato –: nell’ultimo scorcio della legislatura non è pensabile riassegnare le competenze, per una questione di coerenza amministrativa e di indirizzo politico”. Una presa di posizione, la sua, che mira a scongiurare un valzer di poltrone ritenuto dannoso in questa fase, suggellata dalla recente nomina a commissario voluta dal segretario nazionale Antonio Tajani.
Il braccio di ferro con Fratelli d’Italia e il nodo delle inchieste
Se Forza Italia preme sull’acceleratore, dall’altra parte del tavolo la risposta di Fratelli d’Italia è gelida. Il commissario isolano del partito di Giorgia Meloni, Luca Sbardella, ha infatti manifestato tutta la sua “sorpresa” per questo pressing, ribattendo picche: “Rimpasto? Intanto pensiamo alle amministrative”. La scadenza per la presentazione delle liste è fissata a mercoledì, e per i meloniani la definizione delle candidature rappresenta la priorità assoluta, relegando il riassetto dell’esecutivo regionale a un capitolo successivo, da affrontare – forse – solo a urne pronte.
A rendere il quadro ancora più intricato, complice una tensione che cresce di ora in ora, sono i riflettori puntati sui palazzi giudiziari. Il destino dell’assessora al Turismo, Elvira Amata (FdI), rinviata a giudizio per corruzione, è diventato il nodo centrale della trattativa. La stessa Amata ha dichiarato di aver “rimesso il mandato al partito”, lasciando di fatto a Sbardella la scelta se chiederne o meno le dimissioni. Un’eventuale uscita di scena, però, aprirebbe un contenzioso immediato con la Lega: se cade un assessore indagato, verrebbe chiesto il passo indietro anche al leghista Luca Sammartino, creando un effetto domino politicamente esplosivo che minaccia di far saltare l’intera impalcatura della maggioranza.
Scadenze tecniche e la data ultima del 30 aprile
Non si tratta, tuttavia, soltanto di tattica elettorale o di equilibri giudiziari. Il presidente Schifani, dal canto suo, deve fare i conti con un calendario amministrativo che non ammette rinvii. La data del 30 aprile rappresenta, in questo senso, un vero e proprio muro invalicabile: oltre questo termine, infatti, scatterebbe il blocco delle assunzioni di personale esterno dovuto alla mancata approvazione del rendiconto regionale, impedendo di fatto ai nuovi assessori di comporre i propri uffici di gabinetto.
La partita, dunque, si gioca su scacchieri distinti ma comunicanti tra loro. Da un lato, Forza Italia che – con Minardo – rivendica stabilità e rapidità esecutiva per chiudere le “deleghe orfane” (Lavoro e Funzione pubblica) lasciate scoperte dopo l’uscita dei democristiani. Dall’altro, Fratelli d’Italia che – per bocca di Sbardella – subordina tutto alla chiusura delle liste, quasi a voler tenere in ostaggio il governo regionale in attesa di capire come evolveranno le alleanze nei comuni.
La resa dei conti annunciata per domani
Nonostante le frizioni, la macchina del governo sembra essersi ormai messa in moto. La scadenza, stando a quanto filtra dagli ambienti di Palazzo d’Orleans, è già fissata e non sembrano possibili ulteriori slittamenti: entro domani sera, dunque, si conosceranno ufficialmente i nomi dei nuovi assessori e l’entità del rimpasto – che potrebbe riguardare da un minimo di due a un massimo di quattro deleghe. Una deadline, quest’ultima, che Schifani intende rispettare anche a costo di forzare la mano, forse scavalcando i tentennamenti dell’alleato principale.
Tra l’urgenza numerica di completare la squadra e le schermaglie politiche sui candidati alle prossime comunali, la tregua appare ormai un ricordo lontano. Con l’arrivo dei big di FdI ad Enna (tra cui Arianna Meloni e Giovanni Donzelli) previsto per oggi, la tensione è destinata a riversarsi nelle stanze del potere, trasformando il previsto riassetto tecnico in una resa dei conti politica che ridisegnerà – seppur parzialmente – gli equilibri per l’anno elettorale che verrà.




