Stretto di Hormuz, traffico navale ridotto tra Usa e Iran

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lo Stretto di Hormuz registra un forte calo del traffico navale mentre proseguono le tensioni tra Stati Uniti e Iran sul controllo di una rotta fondamentale per l’approvvigionamento energetico mondiale. Da venerdì una media di circa 10 navi mercantili al giorno ha attraversato il passaggio marittimo, il livello più basso registrato da maggio secondo i dati della piattaforma di analisi Kpler rilanciati da Reuters. La riduzione dei transiti arriva in una fase segnata da problemi per la sicurezza della navigazione e da una diminuzione dei movimenti delle grandi navi dedicate al trasporto di petrolio.

Washington sostiene che la Marina degli Stati Uniti stia garantendo il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, indicando il transito di circa 15 milioni di barili scortati mercoledì e di 17 milioni di barili passati lunedì. Prima della guerra, dalla rotta marittima transitavano circa 20 milioni di barili al giorno, una quantità pari a circa il 20% del petrolio scambiato a livello globale. Il dato mostra il ruolo centrale di questo corridoio per i flussi energetici internazionali e per i collegamenti tra i principali mercati del greggio.

La riduzione dei passaggi e gli episodi che hanno coinvolto le navi

La situazione nello Stretto di Hormuz è legata anche agli episodi che hanno interessato il traffico commerciale. Dal 6 luglio si sono verificati 27 incidenti con proiettili che hanno danneggiato navi e aree circostanti, secondo quanto riferito da Ukmto, l’Agenzia britannica per il traffico commerciale marittimo. Le informazioni disponibili indicano inoltre che nessuna superpetroliera ha lasciato lo Stretto da mercoledì, un ulteriore elemento che evidenzia il rallentamento dei movimenti lungo una delle principali vie utilizzate per il trasporto dell’energia.

Il caso dello Stretto di Hormuz mette in evidenza il legame tra globalizzazione economica e infrastrutture materiali. Il commercio internazionale viene spesso associato agli scambi tra Paesi, alla distribuzione delle produzioni e alla rapidità dei movimenti finanziari, ma una parte essenziale del sistema dipende dalle rotte attraverso cui viaggiano merci, energia e materie prime. Quando un passaggio strategico come Hormuz subisce una riduzione del traffico, gli effetti riguardano una rete più ampia di collegamenti che sostiene gli scambi globali.

Petrolio e trader: gli effetti economici legati alla crisi di Hormuz

Le tensioni sullo Stretto di Hormuz hanno avuto conseguenze anche per le società che commerciano petrolio. Mentre l’aumento dei prezzi dei carburanti pesa sui bilanci di molte famiglie, alcune importanti aziende del settore hanno registrato risultati molto diversi. Diverse società che operano nel commercio del greggio si trovano a Ginevra e nei primi sei mesi del 2026 hanno visto crescere in modo significativo i loro utili, anche in relazione alla chiusura dello Stretto di Hormuz. La dinamica evidenzia il contrasto tra gli effetti sui consumatori e quelli sulle imprese coinvolte nei mercati petroliferi.

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