I conti di Trump, l'udienza a Pavia e lo sgombero di Askatasuna a Torino
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel momento più difficile del suo mandato, segnato da dati economici allarmanti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto un inusuale discorso alla nazione. La sua comunicazione, articolata in punti precisi, ha affrontato le criticità finanziarie del paese, riflettendo una fase di pressione senza precedenti per l'amministrazione in carica. L'intervento, che ha evitato toni concilianti, si è concentrato sulle prospettive di risanamento, delineando una strategia che ha immediatamente polarizzato il dibattito interno. La situazione economica, di cui il presidente ha fornito una lettura personale e netta, rimane il banco di prova principale per la sua leadership, in un contesto internazionale già di per sé complesso.
Garlasco, l'incidente probatorio sul Dna
A Pavia, intanto, si è svolta un’udienza di incidente probatorio sulla perizia riguardante le tracce di Dna rinvenute sulle unghie di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel lontano agosto del 2007. I lavori in aula, tecnici e minuziosi, hanno visto i consulenti delle parti esaminare nuovamente i reperti biologici, cercando di fare luce – a distanza di anni – su uno degli elementi cardine dell’intera vicenda giudiziaria. L’attenzione dei magistrati, che hanno seguito ogni fase dell’esame, si è focalizzata sulla compatibilità dei riscontri con le ricostruzioni processuali già elaborate, in un procedimento che continua a cercare risposte definitive.
Il blitz di corso Regina Margherita
Sul fronte della cronaca torinese, un’operazione di polizia ha portato allo sgombero e al sequestro di Askatasuna, il centro sociale di corso Regina Margherita attivo da ventinove anni. Il blitz della Digos, condotto all’alba, ha trovato nell’immobile occupato dal 1996 – un simbolo delle realtà dell’Autonomia – sei attivisti, che risiedevano in una porzione dichiarata inagibile dell’edificio. Questa presenza, stando alle indicazioni delle autorità, ha di fatto invalidato il precedente patto con il Comune, che prevedeva un progetto sui beni comuni sotto la supervisione di un comitato di garanti. Dopo le attività di polizia giudiziaria, delegate dalla Procura in relazione ai fatti di piazza dei mesi scorsi, sono iniziate le operazioni per la messa in sicurezza dello stabile, disposte dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
I due volti di una lunga occupazione
La storia di Askatasuna, il cui nome in basco evoca il concetto di libertà, è stata spesso caratterizzata da una dualità d’immagine pubblica. Da un lato, si sono susseguiti nel tempo gesti di solidarietà radicati nel quartiere, come le iniziative per i bambini o le distribuzioni di cibo, che ne hanno costruito una reputazione di spazio sociale. Dall’altro, alcuni dei suoi aderenti sono stati ripetutamente coinvolti in episodi di violenza durante manifestazioni, che hanno preso di mira sedi istituzionali o giornalistiche, muovendosi ai margini dei cortei e giustificando l’azione con le cause più disparate, dalla questione Tav ai diritti dei palestinesi. Questa frattura, tra anima sociale e deriva antagonista, ha accompagnato fino all’ultimo i giorni del centro, lasciando ora il passo ai sigilli e a un futuro incerto per quello che molti consideravano un “fortino”.




