Artigiano in Fiera chiude la trentesima edizione sfiorando il milione di visitatori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è chiusa i battenti, dopo nove giorni densi di proposte e incontri, la trentesima edizione di Artigiano in Fiera, la cui capacità di attrarre pubblico si è confermata con un milione di presenze registrate negli spazi di Fieramilano a Rho. Un traguardo significativo, che corona una manifestazione divenuta ormai un appuntamento imprescindibile nel panorama fieristico nazionale, in particolare nel periodo che anticipa il Natale. La kermesse, ideata per valorizzare e sostenere gli artigiani e le microimprese di tutto il mondo, ha visto quest'anno la partecipazione di ben 2.800 espositori, originari di novanta Paesi diversi, di cui seicento quattro presenti per la prima volta. La crescita è testimoniata anche dallo spazio espositivo, che ha occupato nove padiglioni, uno in più rispetto all'edizione precedente.

Il tema della centralità della persona e le eccellenze regionali

Il filo conduttore scelto per questo anniversario, sintetizzato nello slogan “È il momento della persona”, ha rimarcato l'intenzione di porre al centro il lavoro umano, considerato dal presidente GeFi e creatore della fiera, Antonio Intiglietta, come "autentica espressione di un'umanità al lavoro". In questo contesto, hanno trovato ampio risalto le realtà territoriali italiane, le quali hanno colto l'occasione per presentare progetti di ampio respiro. Tra queste spicca l'Umbria, che con sessanta espositori ha portato le sue idee e la sua sapienza artigiana, sfruttando la vetrina milanese per lanciare "Uau - Umbria artigianato unico". L'iniziativa, promossa da Cna e Confcommercio, punta a incentivare una forma di turismo esperienziale, guidando i visitatori alla scoperta delle botteghe e delle eccellenze produttive della regione, in un percorso che va oltre la semplice visita alla fiera.

Una fiera globale radicata nel tessuto locale milanese

L'evento, nonostante la sua dimensione internazionale e l'afflusso di artigiani da ogni angolo del pianeta, mantiene un legame fortissimo con la città che lo ospita, essendo divenuto nel corso di tre decenni una delle manifestazioni più attese dai milanesi. La ricerca di idee regalo originali e di prodotti unici, frutto di saperi manuali che resistono alla standardizzazione, ha infatti richiamato una folla variegata di visitatori, i quali hanno gremito gli stand alla ricerca di pezzi unici. La formula, che unisce l'esposizione commerciale alla celebrazione della diversità culturale e del know-how tradizionale, si è rivelata ancora una volta vincente, dimostrando come il lavoro artigianale continui a esercitare un fascino profondo.

La missione rinnovata per il futuro

Oltre al bilancio numerico, di per sé eloquente, questa edizione del trentennale ha saputo rinnovare la missione originaria della fiera, ribadendo con forza il suo ruolo di sostegno concreto a un settore economico vitale ma spesso fragile. La valorizzazione del mestiere artigiano, infatti, non passa solo attraverso la vendita diretta, ma anche attraverso la creazione di reti, la condivisione di competenze e la promozione di circuiti turistici alternativi, come nel caso del progetto umbro. La manifestazione si configura così non come un semplice contenitore, bensì come un motore di sviluppo e di visibilità per quelle realtà che, pur piccole, custodiscono e rinnovano un patrimonio di tecniche e creatività.

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