Cantieristica navale italiana, fatturato ed export più che raddoppiati

Cantieristica navale italiana, fatturato ed export più che raddoppiati
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Redazione Economia Redazione Economia   -   La cantieristica navale italiana ha più che raddoppiato fatturato, esportazioni e valore aggiunto nell’arco di un decennio, consolidando il proprio ruolo tra i comparti più dinamici della manifattura nazionale. A evidenziarlo è l’ultima indagine dell’Area Studi di Mediobanca, che fotografa una filiera capace di crescere sui mercati internazionali nonostante le tensioni geopolitiche. Accanto ai risultati economici, però, emerge una difficoltà che coinvolge quasi tutto il settore: il 91% delle imprese fatica a trovare personale. La disponibilità di lavoratori qualificati rappresenta uno dei principali ostacoli per aziende che devono sostenere la produzione e rispondere alla domanda estera.

Fatturato ed esportazioni trainano la crescita della nautica

Tra il 2016 e il 2025, il fatturato del comparto analizzato da Mediobanca è aumentato del 115,8%, mentre le esportazioni hanno registrato un incremento del 122,9%. Il valore aggiunto è cresciuto ancora più rapidamente, segnando un aumento del 134,9% e indicando una maggiore capacità della filiera di generare ricchezza attraverso lavorazioni industriali e produzioni a elevato contenuto tecnologico. Anche il mercato interno ha contribuito all'espansione, con vendite in aumento del 100,5% nel periodo considerato. Questi risultati collocano la cantieristica tra le componenti più performanti dell'industria italiana dei mezzi di trasporto, grazie alla combinazione di competenze specializzate, qualità manifatturiera e presenza commerciale oltreconfine.

Il campione continuativamente monitorato comprende 141 imprese manifatturiere con ricavi individuali superiori a 10 milioni di euro e rappresentative di oltre l'80% delle vendite del settore considerato. Nel 2025 queste aziende hanno raggiunto un fatturato aggregato di 14,8 miliardi di euro, con un incremento del 10,8% rispetto all'anno precedente. Circa il 65% delle vendite è arrivato dai mercati esteri, mentre l'occupazione del campione è aumentata del 6,9%. Per il 2026, le previsioni indicano un ulteriore incremento dei ricavi del 2,6%, accompagnato da una crescita dell'export del 3,2% e da un aumento più contenuto delle vendite sul mercato nazionale, stimato all'1,2%.

La carenza di competenze frena le assunzioni

La difficoltà nel reperire lavoratori riguarda il 91% delle aziende interpellate, secondo l'indagine Mediobanca. Il problema è legato soprattutto alla distanza tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle imprese: il 79% delle aziende che segnalano difficoltà indica proprio questo disallineamento come una delle cause principali. La crescita degli ordini e delle vendite non si traduce automaticamente nella possibilità di aumentare la capacità produttiva, perché la costruzione e l'allestimento di imbarcazioni richiedono professionalità tecniche e lavorazioni specializzate. Per le aziende, trovare persone con una formazione adeguata è quindi una questione industriale concreta, che incide sull'organizzazione del lavoro e sulla possibilità di accompagnare l'espansione commerciale.

Il settore mostra comunque una certa capacità di attrarre le nuove generazioni: il 44% delle assunzioni effettuate negli ultimi cinque anni ha riguardato persone con meno di 35 anni. Soltanto il 23% delle imprese, tuttavia, ritiene di essere competitivo nell'attrarre giovani talenti. La ricerca rileva anche un ricorso significativo alla manodopera straniera: il 75% delle aziende esaminate impiega lavoratori provenienti dall'estero e, tra queste, una parte segnala difficoltà nel trovare candidati italiani per mansioni considerate più pesanti o meno attrattive. La questione riguarda dunque sia la formazione professionale sia la capacità di rendere accessibili e interessanti le opportunità occupazionali offerte dai cantieri.

Una filiera diffusa in Italia e strategica per il territorio ligure

La filiera comprende attività che vanno dalla costruzione e riparazione di navi e imbarcazioni da diporto alle lavorazioni di completamento, allestimento, verniciatura e finitura. A metà del 2026, secondo l'analisi di Mediobanca, le società di capitali attive erano 3.460, con circa 29.300 occupati. La distribuzione territoriale interessa l'intero Paese, ma Toscana, Liguria e Campania rappresentano i principali poli produttivi, rispettivamente con il 19,2%, il 12,1% e l'11,6% delle imprese censite. Questa presenza diffusa collega la produzione industriale ai distretti costieri, alle attività portuali e a una rete di fornitori specializzati che contribuisce all'economia locale.

In Liguria, l'area dei porti del Mar Ligure Occidentale concentra un sistema produttivo che supera i 10 mila lavoratori e genera un valore della produzione vicino ai 2 miliardi di euro. I dati sono stati presentati a Genova in occasione della nascita dell'Osservatorio socioeconomico permanente promosso dall'Autorità portuale insieme a Confindustria Genova e all'Unione Industriali della Provincia di Savona. L'organismo ha l'obiettivo di seguire nel tempo l'evoluzione delle imprese, dell'occupazione e del valore prodotto, offrendo elementi utili alle decisioni sullo sviluppo industriale e portuale.

Il peso economico si estende ben oltre i cantieri. Secondo Confindustria Nautica, l'intera filiera della nautica italiana genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e coinvolge quasi 168 mila occupati. Per ogni euro prodotto direttamente dalla cantieristica, l'attività complessiva attiva circa 5,2 euro di valore aggiunto nell'economia nazionale. Il comparto nautico da diporto ha inoltre chiuso il 2025 con un fatturato di 8,72 miliardi di euro, mentre le esportazioni della cantieristica hanno raggiunto il massimo storico di 4,4 miliardi. L'Italia detiene anche il 52% degli ordini mondiali di superyacht, un dato che conferma la forza internazionale della produzione nazionale di imbarcazioni di alta gamma.

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