Export a rischio nella provincia di Chieti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La nuova amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, potrebbe inasprire la guerra commerciale con la Cina, estendendo le misure anche alle esportazioni dell'Unione Europea. Questo scenario, che prevede un aumento dei dazi sui prodotti esportati dall'UE, rischia di rallentare la ripresa del commercio internazionale, penalizzando in particolare le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, il secondo mercato per il made in Italy. In questo contesto, la provincia dell'Aquila si distingue come la seconda in Italia per grado di esposizione sul mercato statunitense, con un valore del 18,6%, mentre la provincia di Chieti si posiziona al 54° posto con un'esposizione del 2,7%.

Il 23 gennaio, durante un collegamento video con le élite riunite a Davos, Trump ha ribadito il suo messaggio: "Venite a produrre in America e vi daremo le tasse più basse del mondo. Se non produrrete da noi, dovrete pagare dazi". Ha inoltre criticato l'Europa per l'eccessiva burocrazia e le tasse che frenano gli investimenti, inclusi quelli americani, pur dichiarando di amare il continente e di voler essere costruttivo.

Alan Friedman, intervenuto a Farra di Soligo per la terza edizione della rassegna culturale "Incontri e Racconti", ha sottolineato il rischio di dazi anche per il Prosecco. L'export di spumanti verso gli USA, infatti, ha registrato un incremento del 41% in volume a novembre 2024, mentre quello dei vini fermi imbottigliati è cresciuto del 17%. Secondo l'Osservatorio di Uiv, Unione italiana vini, questo picco, che ha un valore di 54 milioni di euro (+29%), è dovuto alla corsa alle scorte in previsione dei dazi annunciati dal neo presidente Trump.

L'inasprimento della guerra commerciale con la Cina e l'aumento dei dazi sulle esportazioni europee rappresentano una sfida significativa per le imprese italiane, in particolare per quelle delle province più esposte al mercato statunitense.

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