Valanga sull'Ortles, ritrovati i corpi dei due dispersi: le vittime salgono a cinque

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una valanga di proporzioni significative, staccatasi dal versante nord del massiccio dell'Ortles, ha causato una tragedia che ha portato alla morte di cinque alpinisti. L'incidente, che si è consumato a quote prossime ai 3.200 metri, ha coinvolto diversi gruppi di escursionisti che, pur muovendosi in modo indipendente, condividevano l'obiettivo di raggiungere la vetta dopo essersi incontrati al rifugio. Secondo le prime ricostruzioni, tre di loro, un cinquantenne e due trentenni, stavano risalendo un canalino servendosi di piccozze e ramponi quando sono stati sorpresi dalla slavina, in un crollo descritto come improvviso e di tale violenza da non aver lasciato praticamente scampo. Altri due alpinisti, che si trovavano nelle vicinanze, hanno assistito impotenti alla scena e, rimasti illesi, hanno avuto la prontezza di dare immediatamente l'allarme, attivando così la macchina dei soccorsi.

Le complicate operazioni di recupero

Le operazioni di soccorso, coordinate dal Soccorso Alpino altoatesino, si sono scontrate fin da subito con avverse condizioni meteorologiche, le quali, come sottolineato dal presidente Walter Covi, ne hanno notevolmente complicato lo svolgimento. I soccorritori, infatti, hanno dovuto attendere un miglioramento delle condizioni atmosferiche per potersi calare in sicurezza nella zona dell'incidente. Una volta che il tempo lo ha consentito, le squadre sono entrate in azione e, dopo una ricerca relativamente breve in un'area di alta montagna, hanno localizzato i corpi dei primi tre alpinisti travolti, accertandone il decesso.

Il ritrovamento del padre e della figlia

La fase successiva delle ricerche si è concentrata sulla localizzazione di altre due persone, date per disperse dopo la valanga. I loro corpi, anch'essi privi di vita, sono stati ritrovati a una quota inferiore, alla base del canale stesso da cui era partita la massa di neve. Si trattava di un uomo di nazionalità tedesca e di sua figlia diciassettenne, i quali, investiti dalla furia della slavina, erano stati trascinati per un lungo tratto sino a quel punto. Il loro recupero ha permesso di dichiarare concluse le operazioni e di fare un bilancio definitivo della sciagura, che ha così registrato cinque vittime accertate.

La dinamica dell'incidente

Sebbene le indagini tecniche approfondiscano le dinamiche precise dell'accaduto, la ricostruzione preliminare indica che i diversi gruppi, pur non formando un'unica cordata, si stavano muovendo lungo la medesima direzione. Olaf Reinstadler, responsabile del soccorso alpino di Solda, ha precisato che i gruppi stavano raggiungendo la vetta in maniera autonoma. La valanga, che ha colpito almeno due di questi nuclei, ha mostrato tutta la sua imprevedibilità e potenza distruttiva in un contesto alpino estremo, dove le variabili legate al manto nevoso possono cambiare radicalmente in pochissimo tempo, trasformando un'ascensione in una trappola mortale.

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