Nepal, un alpinista italiano muore travolto da una valanga sullo Yalung Ri
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Redazione Esteri
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Una valanga, che si è improvvisamente staccata dai pendii sovrastanti, ha travolto il campo base della vetta dello Yalung Ri, situato a 5.630 metri di quota nella remota valle del Rolwaling, in Nepal. L'evento, la cui violenza ha lasciato poco scampo agli alpinisti che si trovavano nel campo per preparare l'assalto alla vetta, ha causato sette vittime accertate. Tra di esse, come ha successivamente riferito la polizia locale citata dal Kathmandu Post, figura anche un alpinista italiano, il cui corpo è stato recuperato insieme a quelli di tre alpinisti statunitensi, un canadese e due guide nepalesi. Le operazioni di soccorso, condotte in condizioni ambientali proibitive e rese ancor più difficili dall'altitudine, hanno consentito di trarre in salvo quattro persone rimaste ferite, mentre altre quattro risultano tuttora disperse, sebbene le speranze di trovarle in vita appaiano, con il passare delle ore, sempre più flebili.
Un'altra spedizione italiana in difficoltà
Mentre i soccorritori affrontavano le conseguenze della tragedia sullo Yalung Ri, un'altra notizia allarmante giungeva da un'altra montagna della regione. Sulle pendici del monte Panbari, che con i suoi 6.887 metri domina il distretto di Dolakha, due alpinisti italiani sono dati per dispersi. I due, che facevano parte della spedizione denominata “Panpari Q7”, sono rimasti bloccati al Campo 1 a causa delle intense e insistenti nevicate che hanno flagellato l'area, rendendo impossibile qualsiasi movimento e complicando in modo estremo le operazioni di ricerca, le quali, nonostante tutto, proseguono senza sosta. Di loro, al momento, non si hanno notizie, mentre un terzo connazionale, coinvolto nello stesso contesto ma in un episodio separato, è stato tratto in salvo.
La dinamica degli eventi
I due incidenti, sebbene geograficamente distinti, si sono verificati a poca distanza temporale l'uno dall'altro, gettando un'ombra di lutto sull'intera comunità alpinistica internazionale presente in Nepal. Sullo Yalung Ri, la valanga ha colpito nel cuore della logistica della spedizione, il campo base, dove gli scalatori si riuniscono per acclimatarsi e organizzare le successive fasi dell'ascensione. La forza della massa di neve, che ha spazzato via tutto ciò che ha incontrato sul suo percorso, non ha lasciato il tempo di mettere in atto efficaci strategie di sopravvivenza. Sul Panbari, invece, la minaccia è giunta dalla persistenza di condizioni meteorologiche avverse, le quali, isolando i due alpinisti al campo avanzato, ne hanno decretato la scomparsa nel silenzio della montagna.
Le operazioni di ricerca e soccorso
Le autorità nepalesi hanno mobilitato tutte le risorse disponibili, coadiuvate da team specializzati e da esperti locali della montagna, ben consci dei rischi che un intervento in tali zone comporta. Le ricerche dei dispersi, sia sullo Yalung Ri che sul Panbari, rappresentano una corsa contro il tempo, dove il freddo, l'altitudine e l'instabilità del manto nevoso diventano avversari altrettanto temibili dell'emergenza stessa. Mentre si tenta di fare chiarezza sulle dinamiche precise che hanno portato alla tragedia, l'attenzione rimane focalizzata sul tentativo di portare a termine le operazioni e di ricondurre a casa, per un estremo saluto, coloro i quali hanno perso la vita inseguendo la propria passione sulle vette himalayane.




