Tragedia sull'Ortles, una valanga travolge scialpinisti: tre i morti
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Redazione Interno
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Una valanga, staccatasi nel primo pomeriggio di sabato dalla parete nord di Cima Vertana, nel massiccio dell'Ortles, ha causato una tragedia dalla quale, al termine di una giornata di operazioni intense, emergono tre vittime accertate e due dispersi. Il gruppo, composto da scialpinisti provenienti dalla Germania, è stato colto alla sprovvista dal distacco della massa nevosa, che ha travolto cinque di loro; due persone, per circostanze che i soccorritori non hanno ancora precisato, sono riuscite a salvarsi e sono state tratte in salvo, fornendo forse le prime informazioni utili per delimitare l'area della sciagura. Le operazioni di soccorso, avviate immediatamente dopo la segnalazione dell'incidente, hanno richiesto un imponente dispiegamento di forze, coordinate dalla Stazione del Soccorso alpino di Solda, le quali hanno lavorato senza sosta nonostante le condizioni proibitive e l'incombente oscurità, riuscendo purtroppo a recuperare solo i corpi senza vita di tre alpinisti.
La sospensione delle ricerche per i dispersi
Con l'approssimarsi della notte e il conseguente calo delle temperature, che rendeva il terreno ancor più insidioso e pericoloso per gli stessi soccorritori, la direzione delle operazioni ha preso la difficile decisione di sospendere temporaneamente le ricerche dei due alpinisti di cui si erano perse le tracce. La scelta, dettata da un elementare principio di precauzione, non implica l'abbandono delle speranze ma segna semplicemente una pausa forzata, nella consapevolezza che proseguire avrebbe esposto a rischi inaccettabili il personale specializzato, comprendente anche unità della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco. È previsto, come annunciato dalle autorità competenti, che le attività di ricerca riprendano alle prime luci dell'alba di domenica, non appena le condizioni di visibilità lo permetteranno e dopo una nuova valutazione della stabilità del manto nevoso.
La complessa macchina dei soccorsi in alta quota
La risposta all'emergenza ha mobilitato una complessa macchina dei soccorsi, la quale, oltre alla centrale di Solda, ha visto il coinvolgimento di numerose stazioni del Soccorso Alpino dei territori limitrofi e del servizio di elisoccorso, fondamentale per il rapido trasporto di personale e attrezzature in un ambiente così impervio. L'impiego coordinato di queste diverse componenti, ognuna con le proprie specifiche competenze tecniche, è stato essenziale per coprire nel minor tempo possibile una vasta area di ricerca, sebbene la furia della valanga abbia reso estremamente difficile, se non del tutto casuale, l'individuazione dei punti esatti in cui potevano trovarsi i dispersi. Si trattava, per gli operatori, di una corsa contro il tempo, nella quale ogni minuto guadagnato poteva fare la differenza tra la vita e la morte.
Il rispetto per le vittime e il lavoro delle forze in campo
La dinamica dell'incidente, che ha portato alla formazione della slavina e al suo improvviso impatto sul gruppo di escursionisti, rimane al centro delle indagini degli esperti, i quali analizzeranno ogni dato per ricostruire la sequenza esatta degli eventi. Il lavoro delle forze di soccorso, che hanno agito con professionalità e abnegazione in uno scenario di grande difficoltà emotiva e operativa, va riconosciuto per lo sforzo profuso nel tentativo di salvare quante più vite umane possibile. La montagna, con la sua bellezza ma anche con la sua imprevedibile potenza, ha ancora una volta mostrato il suo volto più crudele, ricordando a tutti i frequentatori dell'alta quota che il rispetto per i suoi elementi è la prima e più importante regola da osservare.




