La giravolta di Conte sul vaccino e lo spettro shutdown Usa che fa tremare i mercati
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Redazione Esteri
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Una revisione della propria storia politica, netta e per molti versi sorprendente, è stata quella operata pubblicamente da Giuseppe Conte, il quale, intervenendo a un noto evento, ha radicalmente corretto il proprio racconto circa le posizioni assunte durante la gestione dell’emergenza pandemica. Se nel 2021, in piena campagna vaccinale, lo stesso leader si spendeva in dichiarazioni a sostegno del Green Pass e dell’obbligatorietà del siero, definendo pericolose le “posizioni anti-scienza” e caldeggiando restrizioni in caso di assembramenti, oggi afferma di essere stato sempre contrario a quegli indirizzi, addossando la responsabilità delle scelte allora adottate all’allora presidente del Consiglio Mario Draghi. Una ricostruzione che stride apertamente con il verbale dei voti parlamentari e con le numerose dichiarazioni pubbliche rilasciate in quel periodo, configurando un capovolgimento di prospettiva che non è passato inosservato e che riapre un dossier su cui si sono misurate le azioni del governo.
L’incognita dello shutdown e il nervosismo dei mercati
Oltreoceano, intanto, una nuova crisi politica minaccia la stabilità istituzionale e finanziaria degli Stati Uniti, con il ritorno del concreto pericolo di uno shutdown, ovvero della paralisi delle attività di governo per mancanza di fondi. Al centro del braccio di ferro, che vede i democratici su un vero e proprio piede di guerra, vi è il disegno di legge per finanziare il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, un provvedimento da 64,4 miliardi di dollari già approvato dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso gennaio. In quell’occasione, furono stanziati anche dieci miliardi per l’Ice, l’agenzia per il controllo delle frontiere e l’immigrazione, organismo da tempo al centro di aspre polemiche per il suo operato, anche in relazione a tragici episodi di cronaca che hanno coinvolto cittadini statunitensi.
Lo stallo al Senato e la posizione di Schumer
A bloccare l’iter è ora il Senato, dove il leader della maggioranza democratica, Chuck Schumer, ha annunciato di non voler portare al voto il testo così come è concepito, a meno di non ottenere sostanziali revisioni negli stanziamenti per il Dhs, in particolare per quanto riguarda le attività dell’Ice. La frattura, che affonda le sue radici in una complessa situazione politica nello stato del Minnesota, è profonda e rischia di trascinarsi, con il temuto countdown che potrebbe portare alla chiusa di uffici federali. La posta in gioco è alta e le conseguenze, come dimostra la immediata reazione negativa dei mercati, si fanno già sentire: Bitcoin e le principali criptovalute hanno registrato un calo, seppur contenuto, riflettendo l’avversione al rischio degli investitori di fronte a scenari di forte instabilità politica.
Le implicazioni di una paralisi amministrativa




