Lo yen arretra mentre il debito giapponese fa tremare i mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il dollaro ha chiuso la sessione con un discreto vantaggio sullo yen, attestandosi a 157,464, in un contesto che vede la moneta nipponica costantemente sotto pressione. L'analisi tecnica del cross USD/YEN, la quale classifica un rafforzamento della fase rialzista, delinea un quadro dove la prossima resistenza significativa si colloca a 158,439, mentre un primo supporto è individuabile alla quota di 155,515. Tecnicamente, ci si attende un ulteriore slancio positivo della curva, il cui obiettivo primario è stimato in area 161,363, un livello che non si vedeva da molto tempo.

La spinta propulsiva dell'euro

Anche l'euro, dal canto suo, non è rimasto a guardare e ha approfittato della debolezza della valuta giapponese. La coppia EUR/JPY, infatti, ha registrato un'impennata brusca, scambiandosi intorno a 180,90 e segnando un rialzo dello 0,45% nel corso della giornata, toccando così un nuovo massimo pluriennale. Questo movimento, che alcuni definirebbero travolgente, è stato alimentato principalmente dal forte deprezzamento dello yen, un fenomeno che procede di pari passo con l'ascesa dei rendimenti dei titoli di stato giapponesi, saliti all’1,77%, il livello più alto in oltre un decennio e mezzo.

Il nodo del debito pubblico

Alle spalle di questa turbolenza valutaria, che inevitabilmente si ripercuote sulle Borse mondiali e persino su asset non convenzionali, si staglia l'ingombrante questione del debito pubblico del Giappone. Il governo, nel tentativo di rilanciare un'economia che deve fare i conti con un'inflazione persistente e di sostenere investimenti in settori strategici, ha recentemente approvato un imponente pacchetto di stimoli da 21.300 miliardi di yen, equivalenti a circa 135 miliardi di dollari. Una manovra così corposa, se da un lato mira a blandire le diverse anime della politica e della società, dall'altro ha un prezzo molto alto in termini di fiducia dei mercati, già messa a dura prova da un rapporto debito/Pil che sfiora il 230%, il più elevato tra tutte le nazioni industrializzate.

Le ripercussioni sui rendimenti

È proprio questa esorbitante montagna di debito, più di altre dinamiche finanziarie, a generare una palpabile nervosità tra gli investitori a livello globale. L'enorme fabbisogno di finanziamento dello stato nipponico, unito alle aspettative di una politica monetaria meno accomodante, spinge i rendimenti obbligazionari verso traguardi che non si vedevano da diciassette anni. Questa fuga di capitali, che qualcuno teme possa ridurre la liquidità disponibile sul mercato, rappresenta il vero motore del deprezzamento dello yen, il quale, perdendo terreno sia contro il biglietto verde che contro la moneta unica europea, riflette le profonde preoccupazioni sulla sostenibilità finanziaria di un paese un tempo considerato un faro di stabilità.

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