Lo yen scivola ancora, toccati i 156,50 sul dollaro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo yen giapponese prosegue la sua fase di netta debolezza, scivolando a livelli che non si vedevano da diversi mesi e avvicinandosi pericolosamente a quelle soglie che in passato hanno spinto le autorità di Tokyo a intervenire direttamente sui mercati. La coppia USD/JPY, infatti, ha esteso il suo trend rialzista toccando un picco di nove mesi e mezzo vicino a 155,50 durante la prima sessione asiatica, per poi spingersi con decisione oltre la soglia psicologica dei 156,00, un movimento che gli analisti attribuiscono a un duplice fattore: da un lato, un dollaro statunitense robusto, sostenuto da dati economici che alimentano le speculazioni sulla prossima mossa della Federal Reserve; dall’altro, le persistenti preoccupazioni riguardanti la politica fiscale del Giappone, le quali continuano a pesare sulla valuta nipponica, creando un ambiente ideale per chi scommette sul suo deprezzamento.

L'attesa per i verbali della Fed

Mercoledì l’USD/JPY ha marcato il suo terzo giorno consecutivo di guadagni, con la coppia che, al momento delle rilevazioni, veniva scambiata intorno a 156,54, registrando un rialzo di quasi lo 0,65%. L’orientamento rialzista, sebbene alcuni indicatori tecnici come l’RSI segnalino una condizione di ipercomprato che invita alla cautela, rimane dunque intatto, mentre i trader si preparano a scrutinare i verbali del Federal Open Market Committee (FOMC), attesi come il principale evento della giornata. Questi documenti, che offrono un resoconto dettagliato delle discussioni che hanno portato alle decisioni di politica monetaria, sono cercati con impazienza per cogliere qualsiasi indizio sull’evoluzione del pensiero dei banchieri centrali statunitensi, i quali si trovano a dover bilanciare la lotta all’inflazione con i segnali di un’economia che mostra ancora notevole resilienza.

La pressione sui rendimenti giapponesi

A complicare ulteriormente il quadro per lo yen c’è la dinamica dei rendimenti obbligazionari nipponici, i quali hanno toccato livelli massimi degli ultimi diciassette anni, salendo all’1,77%. Questo incremento, che riflette le attese del mercato per un annuncio di significativi stimoli fiscali da parte del governo, esercita una pressione aggiuntiva sulla valuta, la quale si deprezza bruscamente non solo contro il biglietto verde ma anche rispetto alle altre major. L’euro, ad esempio, ne approfitta per una decisa risalita, con la coppia EUR/JPY che raggiunge un nuovo massimo pluriennale, scambiandosi intorno a 180,90 e segnando un rialzo dello 0,45% nel corso della seduta.

Il contesto delle valute

Il rafforzamento della coppia USD/JPY sopra quota 156,20 durante la sessione di negoziazione europea di mercoledì conferma la solidità del momentum ribassista per lo yen, il cui cedimento appare sempre più strutturale. La valuta nipponica, che sta vivendo uno dei suoi periodi più difficili degli ultimi anni, si trova infatti a dover affrontare una combinazione di fattori interni ed esterni sfavorevoli, dai rendimenti obbligazionari in rialzo alle divergenti politiche monetarie tra la Bank of Japan e le altre principali banche centrali, le quali, nonostante qualche incertezza, mantengono un approccio generalmente più restrittivo. Tutto ciò contribuisce a creare un divario di rendimento che continua a penalizzare lo yen, spingendo molti investitori a disfarsene in favore di asset denominati in valute che offrono tassi di interesse più appetitosi.

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