Il derby di Pervis, The Pelvis. Che campione, Shunka Wakan. André? Il Milan ha Comotto!

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La stracittadina numero duecentoquarantasei, quella andata in scena domenica sera sul terreno di gioco del Giuseppe Meazza, ha partorito un verdetto che in pochi, fino a qualche settimana fa, avrebbero osato persino immaginare. Il Milan, guidato da un Massimiliano Allegri che della pazienza strategica ha fatto il suo marchio di fabbrica, ha imposto la propria legge sui cugini dell’Inter, aggiudicandosi il derby con il risultato di uno a zero. A decidere la contesa, al minuto trentaquattro, ci ha pensato Pervis Estupiñán, terzino ecuadoriano arrivato in estate dal Brighton con l’etichetta di gregario e trasformatosi, in un lampo, in eroe popolare. La sua conclusione, secca e potente, dopo essersi coordinato su un suggerimento di Youssouf Fofana, si è infilata alle spalle di Yann Sommer, regalando ai rossoneri una vittoria dal peso specifico enorme.

Il successo, che ha permesso al Milan di salire a quota sessanta punti in classifica, ha improvvisamente scoperchiato uno scenario che sembrava sepolto sotto strati di certezze granitiche. Prima del fischio d’inizio, l’Inter viaggiava con un vantaggio di dieci lunghezze, forte di una marcia in campionato quasi ineccepibile; chiunque, al fischio finale, si è trovato a fare i conti con un divario che ora è di sette punti, con ancora dieci giornate di campionato da disputare. La squadra di Cristian Chivu, priva per scelta tecnica e per problemi fisici di elementi del calibro di Lautaro Martínez e Marcus Thuram, ha palesato una difficoltà preoccupante nel creare pericoli veri e propri alla retroguardia milanista, la migliore d’Europa per reti incassate, appena venti in ventotto partite.

L’impatto di una rosa rivoluzionata e la tenuta psicologica

Se la difesa è il reparto che ha fornito le garanzie maggiori, il merito va ascritto a un lavoro collettivo che ha pochi eguali nel panorama continentale. Allegri ha saputo trasformare un reparto che nella stagione precedente mostrava crepe evidenti in un fortino pressoché invalicabile, collezionando clean sheet a raffica. A centrocampo, la crescita esponenziale di elementi come Koni De Winter, capace di sostituire con personalità Matteo Gabbia durante il suo periodo di stop, e l’inserimento sempre più fluido di Samuele Ricci e Ardon Jashari, hanno garantito al tecnico livornese soluzioni alternative di altissimo profilo, impedendo qualsiasi tipo di calo fisico o mentale.

La capacità di gestire le risorse umane, d’altronde, è sempre stata una cifra distintiva del condottiero toscano, che può contare su uno spogliatoio dove la parola “esperienza” trova incarnazioni perfette in Luka Modric e Adrien Rabiot. I due, insieme allo stesso Allegri, mettono assieme un bottino di sessantanove titoli in carriera, un patrimonio di savoir fare che nei momenti cruciali, come il derby appena vinto, fa la differenza nell’approccio alla gara e nella gestione degli episodi. Non è un caso che il Milan, in questa stagione, non abbia mai perso uno scontro diretto, un dato statistico che alimenta la narrativa di una rimonta possibile, ancorché difficilissima.

Le rotazioni in attacco e la beffa per l’Inter

Sul fronte offensivo, la musica non cambia. Rafael Leão e Christian Pulisic, pur non essendo al top della forma in questo avvio di 2026, rappresentano una minaccia costante per le difese avversarie; il portoghese cerca la doppia cifra stagionale, fermo a nove centri, mentre lo statunitense insegue il suo primo gol nell’anno solare. Ma la vera, piacevole sorpresa, come accennato, risiede nei piedi di Estupiñán, arrivato a Milano con l’arduo compito di raccogliere l’eredità di Theo Hernandez e capace, dopo un avvio in sordina, di trovare la via della rete proprio nel match più sentito dalla tifoseria. Accanto a lui, la crescita di Niccolò Turco e il rientro graduale di Santiago Gimenez, ancora a secco di gol, promettono di aumentare il potenziale realizzativo del reparto avanzato per il rush finale.

Per l’Inter, la sconfitta nel derby ha assunto i contorni di una battuta d’arresto doppiamente amara, non solo per il campionato ma per un trend negativo negli incroci con i cugini che ormai perdura dall’aprile del 2024. Ai problemi offensivi, testimoniali dai soli cinque gol realizzati nelle ultime cinque uscite, si aggiungono ora le apprensioni legate all’infermeria. Se Marcus Thuram dovrebbe tornare a disposizione per la sfida all’Atalanta, il bollettino medico parla di una lieve lesione all’adduttore per Hakan Çalhanoğlu, che lo terrà lontano dai campi per un periodo ancora da definire, mentre Alessandro Bastoni è in dubbio a causa di una contusione alla tibia rimediata proprio nella stracittadina. La capolista si trova dunque costretta a fare a meno di pedine fondamentali nel momento più caldo della stagione, mentre il Milan, forte del vento in poppa, si prepara ad affrontare la Lazio all’Olimpico con la consapevolezza che, d’ora in poi, ogni passo falso potrebbe riaprire definitivamente le danze per lo scudetto.

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