Milan, addio André: il veto del presidente brasiliano fa saltare l’affare

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Milan ha chiuso definitivamente la trattativa per André, il giovane centrocampista classe 2006 in forza al Corinthians, dopo che l’operazione – che sembrava ormai in dirittura d’arrivo – è stata bloccata dall’ingerenza diretta del presidente del club sudamericano, Osmar Stabile. Quella che doveva essere la concretizzazione di una delle operazioni più attese in ottica futura si è trasformata in un caso di mercato destinato a chiudersi con un nulla di fatto, complice un cambio di rotta improvviso da parte della dirigenza brasiliana proprio nel momento in cui i dettagli erano stati definiti. Il club rossonero, dopo aver sondato nuovamente il terreno nelle ultime ore, ha scelto di non rilanciare, prendendo le distanze da una pista che per settimane era sembrata calda.

La fumata nera dopo l’intesa mancata

A complicare le cose era stata, nelle scorse settimane, la posizione dello stesso presidente Stabile, il quale aveva deciso di bloccare un accordo che risultava ormai formalizzato con l’ufficio legale del club paulista. I rossoneri avevano trovato un’intesa sulla base di circa 17 milioni di euro (strutturati in 15 più 2 di bonus) per acquisire il 70% del cartellino del giocatore, con il classe 2006 che si era già detto disposto a rinunciare alla propria parte dei diritti economici pur di accelerare il trasferimento in Europa. In quella fase, il parere contrario dell’allenatore Dorival Júnior – che aveva pubblicamente chiesto una valutazione più alta per il suo gioiello – aveva alimentato i dubbi, fino ad arrivare al veto presidenziale che ha di fatto fatto saltare la prima versione dell’affare.

Il tentativo di rilancio e la doccia fredda

A quel punto, con la strategia di mercato rossonera che punta a ringiovanire la rosa, la dirigenza di via Aldo Rossi aveva deciso di riprovare a forzare la mano. Secondo quanto riportato da ESPN Brasil, nelle ultime ore era circolata con insistenza la notizia di un nuovo tentativo: una proposta da 22 milioni di euro complessivi, composta da una base fissa di 18 milioni e 4 milioni di bonus legati al raggiungimento di obiettivi sportivi, per aggiudicarsi il medesimo 70% del cartellino. Una cifra, questa, che sembrava rispondere alle richieste pubbliche del club sudamericano. Tuttavia, secondo quanto riferito nell’ambiente rossonero, questa indiscrezione – filtrata con forza dal Brasile – non ha trovato alcun riscontro concreto nella realtà della sede milanese. Il Milan, di fatto, non ha mai formalizzato quel rilancio, consapevole che la controparte aveva già dimostrato di non essere disposta a trattare in buona fede dopo il dietrofront delle settimane precedenti.

Strategie divergenti e un mercato che cambia direzione

L’abbandono della pista André segna quindi una svolta netta nelle manovre del club rossonero, che dopo aver concluso l’arrivo di Andrej Kostic dal Partizan Belgrado ha scelto di non inseguire oltre un giocatore la cui valutazione era diventata proibitiva a causa delle pressioni interne al Corinthians. La gestione del presidente Stabile, che nelle scorse settimane aveva già temporeggiato nella speranza di scatenare un’asta internazionale, ha portato il Milan a interrompere definitivamente i dialoghi. Un modo per evitare di cadere in dinamiche di mercato ritenute poco trasparenti, dato che la controparte, pur avendo ricevuto una nuova offerta concreta (secondo la stampa brasiliana), ha continuato a non fornire una risposta ufficiale, dimostrando di non avere fretta di concludere. Il Milan, dal canto suo, ha così virato su altri obiettivi, archiviando una trattativa che per oltre un mese aveva tenuto banco tra le due sponde dell’Oceano.

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