Insulti antisemiti a Liliana Segre per il film sulla senatrice a vita

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In occasione della Giornata della Memoria, al cineteatro Concordia di corso Mazzini, a San Benedetto del Tronto, verrà proiettato il documentario "Liliana", che ripercorre la testimonianza della senatrice a vita Liliana Segre. Il film, diretto da Ruggero Gabbai, narra la storia della Segre, dall'arresto alla deportazione, fino all'ultimo struggente addio al padre. La pellicola si basa su accostamenti, rimandi e contrasti tra il racconto storico e il ritratto contemporaneo di una delle figure più importanti del panorama italiano.

Tuttavia, la proiezione del documentario ha scatenato una valanga di insulti antisemiti sui canali social di molti dei 220 cinema che lo proietteranno. Centinaia di messaggi d'odio, dal contenuto antisemita, sono stati scritti sui profili Facebook e Instagram dei cinema coinvolti. La presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, ha commentato che si tratta di insulti che negano anche la Shoah e mettono in discussione le testimonianze della senatrice.

Andrea Occhipinti, rappresentante di Lucky Red, ha definito raccapriccianti, superficiali e assurdi gli insulti rivolti a Liliana Segre. La senatrice, sopravvissuta ai campi di sterminio nazifascisti durante la Seconda guerra mondiale, ha vissuto esperienze drammatiche: all'età di 13 anni ha perso il padre, è stata deportata in un campo di concentramento e, a 94 anni, vive sotto scorta a causa delle minacce ricevute.

La proiezione del film a Bologna è diventata il pretesto per decine di persone di insultare la Segre.

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