Insulti e minacce a Liliana Segre, la senatrice limita gli impegni pubblici
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Redazione Interno
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Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, è stata nuovamente bersaglio di insulti e minacce antisemite sui social media. Nonostante la sua determinazione a non farsi intimidire, la senatrice ha deciso di ridurre la sua partecipazione a eventi pubblici e interviste, consapevole che ogni sua parola potrebbe essere strumentalizzata e usata per attaccarla con violenza.
Il figlio della senatrice, l'avvocato Luciano Belli Paci, ha dichiarato che sua madre è stanca e amareggiata per le continue aggressioni e diffamazioni online. Tuttavia, Segre non si lascia scoraggiare e continua a mantenere viva la memoria dell'Olocausto, anche se con un impegno pubblico ridotto.
Nel frattempo, la Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per le minacce alla senatrice, in cui era coinvolto lo chef Gabriele Rubini, noto come Chef Rubio. Secondo il pm Nicola Rossato, le parole usate da Rubini sono espressione delle sue opinioni personali e del suo impegno pubblico nella causa palestinese, e quindi non costituiscono reato.
Edith Bruck, scrittrice e anch'essa sopravvissuta allo sterminio nazista, ha espresso solidarietà a Segre, sottolineando l'importanza di non fermarsi e di continuare a parlare con i giovani nelle scuole per mantenere viva la memoria.




