Pio Esposito, il ventenne che ha stregato l’Inter e il Mondiale per club
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Francesco Pio Esposito, che domani spegnerà vent’anni, avrebbe dovuto festeggiarli in Slovacchia con l’Under 21 impegnata nell’Europeo. Ma l’Italia, eliminata ai quarti dalla Germania, gli ha lasciato spazio per un destino diverso: quello di diventare, in pochi giorni, una delle rivelazioni del calcio italiano. La distorsione al ginocchio che lo aveva tenuto lontano dal torneo continentale si è trasformata in un’opportunità, e lui l’ha afferrata al volo.
A Seattle, dove l’Inter ha superato il River Plate accedendo agli ottavi del Mondiale per club, Esposito ha firmato il gol del vantaggio – il primo in nerazzurro – prima del raddoppio di Bastoni. Un esordio da titolare che non poteva essere più simbolico: la palla che si infila in rete, l’esultanza con i compagni, Lautaro che lo abbraccia come a suggellare un passaggio di consegne. «È il secondo sogno che realizzo in pochi giorni», ha confessato poi, riferendosi alla chiamata in prima squadra e a quel momento di felicità improvvisa.
Cresciuto a Castellammare di Stabia, lo stesso luogo da cui è partito Fabio Quagliarella, Esposito incarna una speranza per il calcio italiano, un settore spesso incline a celebrare i talenti altrui piuttosto che i propri. C’è chi vede in lui l’erede di Luca Toni, chi lo avvicina a Edin Dzeko per fisicità e movimento. Quel che è certo è che l’Inter, che lo ha voluto con sé, ha trovato un attaccante capace di coniugare la freschezza della gioventù con un’istintiva capacità di finalizzazione.




