Mollicone sul caso Report: "Chi non ha contratto e non è giornalista si dia una regolata"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La tensione interna alla Rai continua a tenere banco, e stavolta a finire nel mirino non è soltanto il clima rovente che sembra essersi impossessato dei corridoi di viale Mazzini, ma anche la posizione contrattuale di alcuni collaboratori del programma di inchiesta di Rai3.
A gettare benzina sul fuoco, intercettato dai microfoni al Lido di Venezia dove si sta svolgendo la Mostra del Cinema, è stato il presidente della Commissione Cultura e editoria della Camera, Federico Mollicone, che ha rivolto un messaggio piuttosto diretto alla redazione di Report e, in particolare, a Giulia Innocenzi, la giornalista finita al centro di un acceso dibattito politico e sindacale.
"Bisogna che qualcuno dica alla redazione di Report che non è un Soviet, ma è una redazione in cui giornalisti professionisti sono a contratto e sono dipendenti Rai", ha dichiarato Mollicone, che ha poi aggiunto: "Quelli che non hanno contratto e che non sono nemmeno giornalisti, come Giulia Innocenzi, forse dovrebbero darsi una regolata".
La polemica sullo stato professionale dei collaboratori
Le dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura si inseriscono in un fronte di polemica che sembra ampliarsi di ora in ora, andando oltre il semplice scontro verbale tra colleghi. Il sindacato Unirai-Figec, nelle scorse ore, ha sollevato pubblicamente la questione riguardante la presenza, all'interno della squadra di Report, di persone che non risulterebbero iscritte all'Albo dei giornalisti.
Una circostanza che, secondo il presidente della Commissione, renderebbe ancora più complesso il quadro di una redazione già messa a dura prova dalle tensioni interne e dalla turbolenta fase di transizione che sta vivendo. "Dovrebbero capire che non si dialoga così con un'azienda, l'azienda pubblica italiana. Non ci sono regolamenti, regole, leggi e che chi non ha ruolo per farlo è bene che non si comporti come in un'assemblea studentesca", ha proseguito Mollicone, sottolineando come la dialettica interna debba necessariamente tenere conto delle gerarchie e dei ruoli professionali.
La difesa di Ranucci e il nodo delle inchieste
Dall'altra parte della barricata, a difendere la propria collaboratrice è sceso in campo direttamente l'ex conduttore del programma, Sigfrido Ranucci, che non ha certo gradito le accuse di carattere formale mosse nei confronti di Innocenzi. "L'ho messa io.
È una signora giornalista", ha dichiarato Ranucci, ribadendo con forza che per il lavoro svolto all'interno del programma contano soprattutto la qualità professionale, l'indipendenza e l'affidabilità, piuttosto che i titoli formali o l'iscrizione a un albo professionale, un tema che da sempre divide il mondo dell'informazione italiana.
La questione, complessa e annosa, riguarda l'utilizzo di collaboratori esterni nelle produzioni giornalistiche pubbliche e la loro equiparabilità, o meno, ai professionisti assunti tramite concorso in Rai, sollevando interrogativi non solo sulla legittimità delle scelte editoriali, ma anche sulla tenuta stessa del modello aziendale del servizio pubblico.
Il clima infuocato a via Teulada
Le parole di Mollicone arrivano a poche ore dall'episodio che ha visto protagonisti il conduttore di "Ore 14", Salvo Sottile, e due storici inviati del programma di inchiesta, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni.
Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Sottile a margine della conferenza stampa di presentazione del suo nuovo programma, mentre si stava recando negli uffici di via Teulada, un saluto rivolto ai colleghi di Report si sarebbe trasformato in uno scambio di battute decisamente pesanti, culminato con insulti definiti dal diretto interessato come "spiacevoli". "Mentre ero in procinto di entrare alla conferenza stampa di Ore 14, c'è stato un incontro con alcuni inviati della trasmissione Report e sono volate battute e battutacce.
Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro", ha dichiarato Sottile ai cronisti, aggiungendo che probabilmente alla base del nervosismo ci sia l'incertezza legata al futuro del programma di Rai3.
Verso un'interrogazione parlamentare
Secondo quanto appreso, la Rai avrebbe già avviato le verifiche interne del caso per accertare l'esatta dinamica dell'accaduto e valutare l'opportunità di eventuali provvedimenti disciplinari, mentre la vicenda ha già assunto una rilevanza politica tale da spingere il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ad annunciare la presentazione di un'interrogazione parlamentare in Commissione di Vigilanza.
Sottile ha respinto con fermezza ogni accusa di aver provocato la redazione attraverso i propri post sui social network, una questione che era stata sollevata nei giorni scorsi anche dal consigliere Rai Roberto Natale. "Io non ho fatto nulla, sono entrato per una conferenza stampa. Quello che è successo è successo perché io ho salutato una persona che conosco", ha chiarito il conduttore, il quale attribuisce l'accaduto al clima di generale fibrillazione che sta caratterizzando la vita della trasmissione guidata da Sigfrido Ranucci.
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