Trappola a luci rosse al Quarticciolo: arresti per aggressione e rapina
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Redazione Interno
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Una strategia criminale, ben organizzata e volta a sfruttare l'anonimato dei rapporti a pagamento, è stata sventata dalla polizia in un quartiere della periferia romana. Gli investigatori hanno ricostruito una dinamica precisa, che si ripeteva con modalità quasi identiche, e che mirava a colpire clienti abituali del viale Palmiro Togliatti, una zona storicamente nota per il mercato del sesso. La trappola, che fa leva sull'intimità del momento e sulla vulnerabilità della vittima, prevedeva l'intervento di almeno due persone, pronte a usare violenza estrema per pochi soldi.
Il modus operandi della coppia
La donna, una quarantenne romana dedita alla prostituzione, agiva da esca, adescando i clienti – alcuni dei quali già conosciuti – e concordando con loro il prezzo della prestazione. Una volta salita sull’auto, conduceva l'uomo in un punto appartato e poco illuminato della zona, dove si spogliava. Proprio nel momento di massima esposizione del malcapitato, quando questi era seminudo e quindi fisicamente impedito, compariva il complice. Questi, un uomo marocchinese di trentacinque anni, interveniva armato di coltello e, secondo quanto accertato, anche di oggetti contundenti come mattonelle, per aggredire la vittima e derubarla.
La violenza dell'aggressione
Le indagini, partite dalla denuncia di un uomo di 43 anni pesantemente malmenato, hanno rivelato un livello di ferocia sproporzionato rispetto al movente, che in un caso si è concretizzato nel tentativo di sottrarre appena cento euro. L'aggressione non si limitava alla minaccia o a un semplice pestaggio, ma degenerava in attacchi diretti a parti sensibili del, come la testa e la tempia, con armi da taglio e da impatto. La rapidità dell'intervento della polizia, che ha permesso di identificare e fermare i due sospettati in poche ore, ha evitato che il metodo, per sua natura replicabile, potesse mietere altre vittime.
Le accuse e lo stato delle indagini
La donna e l'uomo sono stati fermati in stato di arresto e sono attualmente accusati, in concorso tra loro, di tentata rapina aggravata e lesioni personali aggravate dolose. Il quadro giudiziario che ne emerge delinea un'aggressione premeditata, in cui il ruolo di ciascuno era funzionale allo scopo finale. La ricostruzione degli investigatori del commissariato Prenestino ha chiarito ogni passaggio della macchinazione, dal primo contatto in strada alla fuga dei due dopo l’aggressione, senza lasciare spazio a dubbi sulla pericolosità della coppia.




