Betlemme senza il Natale, un luogo spoglio
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Redazione Esteri
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Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, ha recentemente visitato la Striscia di Gaza, dove ha constatato una situazione drammatica: "A Gaza è tutto distrutto, la situazione è molto grave, ma qualche segno di speranza, di vita, c’è ancora". Questa è la seconda visita del patriarca a Gaza, dopo quella di maggio, e le sue parole riflettono la complessità e la difficoltà di accedere a questa zona, dove le questioni di protocollo e sicurezza rendono ogni ingresso un'impresa ardua.
Durante la sua visita, Pizzaballa ha evitato di commentare le polemiche scaturite dalle parole del Papa riguardo a un presunto rifiuto, poi smentito dalle autorità israeliane, del suo ingresso a Gaza. "Io alla fine sono entrato, questi sono i fatti", ha dichiarato il patriarca, sottolineando l'importanza di attenersi ai fatti concreti piuttosto che alle polemiche.
Nel frattempo, a Betlemme, per il secondo anno consecutivo, è stata cancellata la festa in solidarietà con Gaza. Rony Tabash, uno degli abitanti più noti di Betlemme e proprietario del Nativity Store, un negozio di articoli religiosi e souvenir, ha raccontato come la situazione economica sia diventata insostenibile. Tabash, parte di una antica famiglia palestinese cristiana, continua ad aprire il suo negozio ogni giorno, ma spesso passa intere settimane senza vendere nulla. Le 25 famiglie locali che realizzavano per lui articoli religiosi in legno d’ulivo intagliati a mano sono ora senza lavoro.
La situazione a Gaza, descritta dal patriarca Pizzaballa, è un riflesso della devastazione che ha colpito la regione. Nonostante tutto, il patriarca ha voluto sottolineare i segni di speranza e di vita che ancora resistono in mezzo alla distruzione.




