Betlemme senza natività, un luogo monco

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, ha recentemente visitato la Striscia di Gaza, riportando una situazione drammatica ma con qualche segno di speranza. A Gaza, tutto è distrutto e la situazione è molto grave, ma ci sono ancora segni di vita. Betlemme, invece, appare triste, vuota e silenziosa, priva della consueta vivacità natalizia. Padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, osserva con desolazione il Natale in una Betlemme che, per il secondo anno consecutivo, cancella le celebrazioni in solidarietà con Gaza. Le celebrazioni religiose si terranno, ma senza pellegrini, e si spera che i propositi di pace possano realizzarsi a breve.

Rony Tabash, noto abitante di Betlemme e proprietario del Nativity Store, continua ad aprire il suo negozio ogni giorno, nonostante spesso passi intere settimane senza vendere nulla. Le 25 famiglie locali che realizzavano per lui articoli religiosi in legno d’ulivo intagliati a mano sono ora senza lavoro. La popolazione cristiana nei territori palestinesi è in drastico calo, con una diminuzione fino al 90% nelle aree sotto il controllo di Hamas e dell’Autorità Palestinese, secondo un nuovo studio del Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs. La violenza e la coercizione hanno portato a questa situazione, mentre le denunce del Papa non sono pervenute.

La situazione a Betlemme e Gaza riflette una realtà complessa e dolorosa, dove la speranza si mescola alla desolazione e alla distruzione. La presenza del cardinale Pizzaballa e le sue parole offrono un barlume di speranza, ma la strada verso la pace e la ricostruzione è ancora lunga e incerta.

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