Cartelloni Renzi-Meloni, il “Quando” di Iv contro il “Finché” di FdI
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Redazione Interno
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La campagna dei cartelloni Renzi-Meloni nelle stazioni di Milano e Roma si è trasformata in un confronto diretto tra Italia Viva e Fratelli d’Italia, con slogan costruiti attorno ai richiami ironici del “Quando c’era lei” e del “Finché ci sarà lei”. L’iniziativa lanciata dal partito guidato da Matteo Renzi sui maxi schermi ferroviari puntava a criticare l’azione del governo attraverso messaggi legati ai ritardi dei treni e a una comunicazione visiva dal forte impatto grafico. La replica del partito di Giorgia Meloni è arrivata rapidamente sui social, con una contro-narrazione che ha ripreso gli stessi riferimenti stilistici e lessicali utilizzati dagli avversari politici.
La sfida comunicativa si è sviluppata attorno a slogan brevi e facilmente riconoscibili, costruiti sul richiamo al celebre “quando c’era lui” associato alla propaganda nostalgica del fascismo. Nei manifesti di Italia Viva, il riferimento veniva declinato attraverso la formula “Quando c’era lei”, mentre Fratelli d’Italia ha ribattuto con il claim “Finché ci sarà lei nessun inciucio di palazzo”. Entrambe le campagne hanno utilizzato caratteri tipografici e impostazioni grafiche che evocano l’estetica del Ventennio e della comunicazione futurista, trasformando la disputa politica in un confronto anche simbolico sul piano dell’immaginario visivo.
La replica di Fratelli d’Italia alla campagna di Italia Viva
Il team comunicazione di Fratelli d’Italia ha scelto di non lasciare spazio alla sedimentazione del messaggio promosso da Italia Viva, intervenendo con una risposta immediata che ha ribaltato il senso della campagna avversaria. Alla narrazione anti-governativa dei renziani, il partito di maggioranza relativa ha opposto slogan costruiti sull’ironia e sulla memoria politica degli anni dei governi guidati da Matteo Renzi. Tra i messaggi comparsi nella contro-campagna figura anche il riferimento al fallimento delle banche durante il periodo renziano, accompagnato dall’idea che “gli italiani ricordano”.
Lo scontro si è quindi spostato dal tema iniziale dei trasporti ferroviari a un terreno più ampio, legato alla credibilità politica e alla gestione del potere. La risposta di Fratelli d’Italia ha cercato di trasformare la provocazione iniziale in un boomerang comunicativo per Italia Viva, insistendo sul parallelo tra il “quando c’era lei” e il “finché ci sarà lei”. Il confronto è stato amplificato dai social network, dove i contenuti rilanciati dai due schieramenti hanno contribuito a dare ulteriore visibilità alla campagna.
Le parole di Matteo Renzi dopo le polemiche
Nel dibattito è intervenuto anche Matteo Renzi con una lettera pubblicata su “Libero” il 23 maggio 2026. L’ex presidente del Consiglio ha risposto alle accuse di contraddizione legate all’utilizzo di slogan e riferimenti che richiamano indirettamente il periodo fascista. Renzi ha ricordato di essere stato nel 2022 l’unico leader del centrosinistra a suggerire di non utilizzare l’argomento “Meloni è neofascista” durante la campagna elettorale, contestando quindi l’interpretazione attribuita ai manifesti di Italia Viva.
Secondo Renzi, la campagna sarebbe stata costruita esclusivamente come operazione ironica e comunicativa, senza finalità ideologiche. Il leader di Italia Viva ha così difeso il senso dell’iniziativa, sostenendo che il gioco di parole “Quando c’era lei” dovesse essere letto all’interno di una strategia di provocazione politica e non come un richiamo nostalgico. La vicenda dei cartelloni nelle stazioni ha però continuato ad alimentare il confronto tra maggioranza e opposizione, trasformando una campagna pubblicitaria in uno dei temi più discussi dello scontro politico degli ultimi giorni.




