Il software “Il tuo Isa 2026 Cpb” è online, ma restano le crepe sul concordato
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Redazione Economia
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Con il rilascio del software “Il tuo ISA 2026 CPB”, avvenuto tramite la pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle entrate, la macchina dichiarativa per il periodo d’imposta 2025 si mette ufficialmente in moto. Questo applicativo, che il contribuente medio – o il suo intermediario – si trova ora a dover maneggiare con cautela, è stato aggiornato agli ultimi correttivi normativi e integra una funzione tutt’altro che secondaria: il calcolo della proposta per il concordato preventivo biennale 2026/2027. Un’operazione, quest’ultima, che chiude (apparentemente) un iter lungo e tortuoso, costellato da decreti e provvedimenti attuativi capaci di modificare le regole in corsa.
Le criticità residue e il timing della trasmissione
Permangono però alcune crepe, e non secondarie, legate alla natura ancora fluida del CPB; ci si riferisce, in particolare, a ulteriori e possibili modifiche che potrebbero intaccare la stabilità del meccanismo appena messo a punto. Il programma, sviluppato con il supporto tecnologico di Sogei, consente non solo la trasmissione telematica – in allegato al modello Redditi – dell’indice sintetico di affidabilità fiscale (quello che un tempo chiamavamo ISA e basta), ma anche l’invio della proposta biennale. Per tutte le categorie interessate, si tratta di un passaggio obbligato, benché il ritardo nel rilascio abbia già prodotto i suoi primi effetti concreti.
Le ricadute sui pagamenti: slittamento a luglio
Ed ecco il nodo più spinoso per i contribuenti soggetti a Isa: il termine per il versamento delle imposte, in conseguenza di questo slittamento nella pubblicazione del software, dovrebbe slittare a luglio. Una proroga tecnica, quasi inevitabile, che l’amministrazione finanziaria sta mettendo a punto per evitare che un intoppo informatico si trasformi in una valanga di sanzioni. Il quadro, quindi, non è ancora del tutto stabilizzato: se da un lato il software c’è e si può utilizzare, dall’altro la tempistica effettiva degli adempimenti resta sospesa nell’attesa di un provvedimento che ufficializzi lo spostamento.
Il perimetro del concordato e la rottamazione quinquies
C’è poi un’altra novità che allarga il perimetro della manovra: il concordato preventivo biennale 2026-2027 diventa più attrattivo, o almeno così promettono le bozze circolate, persino per quelle partite Iva che presentano indici di affidabilità fiscale inferiori all’8 o addirittura sotto la sufficienza. Una svolta non da poco, che si accompagna a un altro fronte caldo: la c.d. “rottamazione 5” – quella quinquies, per capirci – viene estesa anche ai tributi locali, un intervento che esce dagli schemi tradizionali concentrati sulle sole imposte erariali. La macchina, insomma, è in movimento, ma ogni ingranaggio mostra il suo grado di usura.




