Juventus, Comolli chiarisce: "Rispetto per il club, ma Vlahovic può andare solo con l’offerta giusta"
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Redazione Sport
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Damien Comolli, direttore generale della Juventus, non usa mezzi termini quando si tratta di ribadire l’importanza del club bianconero. In un’intervista rilasciata a Sky Sport e alla Tgr Piemonte, il manager francese ha tracciato una linea netta: la Juve, che definisce «alla pari del Liverpool per grandezza e attrazione», deve tornare al successo, ma senza compromessi.
«Nessuno deve mancare di rispetto a questo club», ha dichiarato, sottolineando come il progetto in corso miri a riportare la squadra ai vertici del calcio italiano ed europeo. Un obiettivo ambizioso, che però non ammette scorciatoie. E proprio per questo, Comolli ha voluto chiarire la posizione su alcuni nodi cruciali del mercato, a cominciare dal futuro di Dušan Vlahović.
L’attaccante serbo, spesso al centro di rumors di cessione, resta un tassello importante ma non intoccabile. «Abbiamo avuto un colloquio positivo negli Stati Uniti — ha spiegato Comolli — e siamo arrivati alla conclusione che, se si presenterà un’opportunità vantaggiosa per lui e per noi, si potrà valutare la partenza». Una presa di posizione che lascia poco spazio a interpretazioni: Vlahovic non sarà svenduto, ma se arriverà un’offerta adeguata, la Juve non chiuderà la porta.
Stesso discorso per Timothy Weah, il cui nome è stato accostato al Marsiglia. «La proposta ricevuta non è all’altezza — ha precisato il dirigente — e ho invitato il giocatore a valutare altre opzioni». Un approccio pragmatico, che dimostra come la società non intenda farsi condizionare da pressioni esterne, neppure quando arrivano dagli agenti o dai diretti interessati.
Non è mancato un cenno al caso Douglas Luiz, il cui atteggiamento aveva creato tensioni nelle scorse settimane. «Ha chiesto scusa», ha rivelato Comolli, senza aggiungere altro. Una chiusura netta, che sembra voler archiviare la questione senza ulteriori polemiche.
Quello che emerge dalle sue parole è un quadro preciso: la Juventus, pur consapevole di non poter competere immediatamente con i colossi finanziari del calcio europeo, non accetterà passi indietro. «Non so quanto ci vorrà — ha ammesso Comolli — ma torneremo a vincere». Una promessa che suona come un monito, soprattutto per chi, dentro e fuori dal club, dovesse dubitare della direzione intrapresa.




