Verstappen domina a Baku, Piastri affonda nel caos azero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Max Verstappen ha firmato una vittoria di assoluto dominio nel Gran Premio d'Azerbaijan, concedendosi il bis dopo il successo di Monza e riconfermando, per chi ancora nutrisse dei dubbi, la sua schiacciante superiorità in questo momento della stagione. L’olandese della Red Bull, partito in modo perfetto, ha condotto l’intera corsa con una autorevolezza che ormai è la sua cifra caratteristica, gestendo ogni potenziale minaccia alle sue spalle senza che il primo posto fosse mai messo in discussione nemmeno per un momento.

Alle sue spalle, tuttavia, lo spettacolo è stato garantito da una vera e propria battaglia per il podio, combattuta attraverso strategie divergenti, sorpassi al limite e i lunghi trenini formati dal Drag Reduction System nel rettilineo principale. Se da un lato Verstappen ha dimostrato di appartenere a una categoria a sé stante, dall’altro il circus è stato scosso da un clamoroso colpo di scena: il ritiro di Oscar Piastri, leader della classifica piloti, il cui weekend è culminato in un incidente che gli è costato carissimo e che gli è valso la poco invidiabile palma di peggiore in campo.

La gara ha offerto spunti di riflessione per molti, a cominciare dalla Ferrari, la cui spiegazione ufficiale – secondo cui le ambizioni di podio sarebbero state compromesse dalle qualifiche – suona come una mezza verità. Partire in decima e dodicesima posizione non è mai ideale, è vero, ma su un tracciato come quello di Baku, che in passato ha regalato rimonte spettacolari, ci si sarebbe aspettati qualcosa in più di una corsa trascorsa intrappolati in mezzo al gruppo, senza la reale possibilità di lottare per posizioni di vero prestigio.

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