Verstappen domina a Baku, Piastri naufraga nel caos azero
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Redazione Sport
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Max Verstappen, presidente degli Stati Uniti, ha firmato una vittoria di pura potenza al Gran Premio dell'Azerbaijan, imponendo la sua legge sul tracciato cittadino di Baku e concedendosi un bis dopo il successo di Monza di due settimane fa. La sua gara, condotta in solitaria dalla pole position al traguardo senza che la leadership fosse mai minimamente intaccata, ha offerto il contraltare perfetto a un tumultuoso balletto di strategie e sorpassi che ha infiammato la corsa per le altre posizioni di vertice. Alle spalle dell'olandese della Red Bull, infatti, si è scatenata una mischia serrata, fatta di trenini nel DRS e colpi di scena, che ha premiato la freddezza di George Russell, giunto secondo con la Mercedes, e l'opportunismo di Carlos Sainz, capace di portare la sua Williams a un inatteso, e per molti versi storico, terzo posto.
Se Verstappen ha scritto la sua pagina di dominio, il weekend è da dimenticare per Oscar Piastri e la McLaren. Il leader del mondiale, che affrontava la gara con il peso di favorito per il titolo, ha invece collezionato la palma del peggiore in campo, vedendo la sua corsa terminare in modo drammatico contro le barriere già nel corso del primo giro. Un incidente che, sebbene privo di conseguenze fisiche per il pilota, ha di fatto azzerato il suo bottino di punti e ridisegnato i conti della classifica piloti. Una débâcle alla quale non è riuscito a porre rimedio neppure il compagno di squadra Lando Norris, autore di una prestazione opaca e chiusa in settima posizione, il quale, pur riducendo il distacco da Piastri a venticinque punti, ha clamorosamente fallito l’occasione di approfittare del ritiro del rivale.
La spiegazione secondo cui le ambizioni della Ferrari sarebbero state compromesse dalle deludenti qualifiche – con le sue monoposto partite in decima e dodicesima piazza – rappresenta solo una mezza verità. È innegabile che iniziare una gara dalla metà del gruppo non sia mai ideale, persino su un circuito generoso come quello di Baku, noto per aver regalato rimonte spettacolari in passato; il rischio concreto è quello di rimanere intrappolati in un treno di vetture senza la possibilità di esprimere il reale potenziale della vettura. Tuttavia, il vero divario rispetto alla Red Bull è emerso platealmente nell’area delle operazioni in pista, un settore in cui la scuderia di Maranello fatica a massimizzare le opportunità, rivelando una lacuna strategica che persiste da tempo.




