Villaricca, esplosione in un’attività commerciale: tre feriti, si indaga su una bombola

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’onda d’urto, quella sorda e violenta che non lascia scampo quando meno te l’aspetti, ha rotto la quiete di una mattina qualsiasi in via Antica Consolare Campana, arteria che di fatto segna il confine tra Villaricca, Qualiano e il territorio di Marano. È accaduto intorno alle 12.15, l’ora in cui il traffico locale solitamente si anima, e invece il boato ha cambiato tutto, trasformando un cantiere – un locale prossimo all’apertura – in un cumulo di detriti fumanti. Quella che doveva essere una pizzeria, frutto della riconversione di un precedente negozio di abbigliamento, è stata letteralmente squarciata dall’interno. E se il progetto era quello di un’attività commerciale destinata a servire il quartiere, la realtà oggi parla il linguaggio crudo delle ambulanze, delle forze dell’ordine e dei tre feriti che ne sono stati estratti.

I soccorsi sono scattati immediati, come impone la procedura quando si parla di esplosioni in contesti urbani: il timore, sempre presente, è che il crollo possa coinvolgere aree limitrofe o che vi siano altre persone sotto le macerie. I tre feriti, stando a quanto ricostruito finora, sono il titolare dell’attività e due operai, tutti impegnati nei lavori di ristrutturazione che da settimane stavano cambiando la destinazione d’uso del locale. Le loro condizioni, pur destando preoccupazione per la violenza della deflagrazione, non sarebbero per fortuna in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno subito avviato i rilievi del caso, e il personale del 118, mentre la zona – quella del cosiddetto Ponte di Suurriento – è stata transennata per consentire le operazioni di messa in sicurezza e gli accertamenti del caso.

L’ipotesi bombola e gli accertamenti dei carabinieri

Sul banco degli inquirenti, e in particolare dei carabinieri competenti per territorio, c’è ora la complessa ricostruzione della dinamica. Le prime sommarie informazioni, quelle che circolano tra gli investigatori mentre ancora si rimuovono i calcinacci, puntano verso una causa ben precisa: potrebbe essere stata una bombola a scoppiare, innescando la reazione a catena che ha polverizzato l’interno del locale. Non è chiaro se si tratti di una bombola utilizzata per i lavori, forse collegata a qualche attrezzatura, oppure se fosse già in opera per l’alimentazione della futura cucina. Si tratta, va da sé, di un’ipotesi ancora da verificare; gli accertamenti sono in corso e nessuna pista, per quanto probabile, viene al momento considerata definitiva senza il conforto dei rilievi tecnici.

Quel che è certo è che la deflagrazione è stata di proporzioni notevoli, tale da ridurre l’immobile – un tempo vetrina per l’abbigliamento, oggi scheletro di cemento e ferri contorti – a un involucro pericolante. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per mettere in sicurezza l’area, evitando che frammenti o strutture instabili potessero costituire un ulteriore pericolo per i passanti o per i soccorritori. È stata proprio la violenza dell’esplosione a far propendere, in una prima fase, per l’ipotesi di un accumulo di gas, ma le verifiche condotte in loco hanno progressivamente orientato gli inquirenti verso l’innesco accidentale legato a una bombola, magari danneggiata durante i lavori o sottoposta a una pressione eccessiva.

Un cantiere tra vecchie e nuove destinazioni

La natura del luogo, un’attività commerciale in fase di trasformazione, aggiunge un ulteriore elemento di complessità alle indagini. Partire da un negozio di abbigliamento per arrivare a una pizzeria significa intervenire pesantemente sugli impianti, specialmente su quelli di areazione e su quelli a gas. Sono questi, spesso, i punti critici quando si verificano simili incidenti. I carabinieri, affiancati da personale specializzato, stanno acquisendo tutta la documentazione relativa ai lavori: chi li eseguisse, se fossero stati regolarmente denunciati, e soprattutto se le normative sulla sicurezza nei cantieri temporanei o mobili fossero state rispettate. Non si esclude, in questa fase, che possano essere effettuati accertamenti anche sulla regolarità delle bombole impiegate, spesso oggetto di un utilizzo poco attento quando ci si approssima alla fase finale di un’apertura.

Il bilancio, per quanto drammatico, avrebbe potuto essere ben più grave se l’esplosione fosse avvenuta in un orario di maggiore affollamento o, più semplicemente, se all’interno ci fossero state più persone. I tre feriti, infatti, rappresentano la totalità degli operatori presenti in quel momento. Le loro testimonianze, quando sarà possibile acquisirle in modo completo, costituiranno un tassello fondamentale per comprendere cosa sia accaduto nei secondi precedenti il boato. Sulla loro prontezza o su eventuali segnali premonitori – come il forte odore di gas o il sibilo di una valvola in perdita – gli investigatori stanno già lavorando, cercando di incastrare i frammenti di una giornata che ha trasformato un cantiere in un luogo di emergenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.