Il vescovo di Bolzano chiede perdono per gli abusi nella Chiesa
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Redazione Interno
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Dalla Chiesa dell'Alto Adige arriva un mea culpa significativo. Dopo i risultati shock dell'indagine sui casi di abusi sessuali da parte del clero, il vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser, ha chiesto perdono a tutte le persone coinvolte, ammettendo di essere stato responsabile, durante il suo episcopato, di omissioni, tra cui la riluttanza nell'adottare chiare misure preventive nei confronti dei sacerdoti accusati.
Il rapporto, pubblicato all'inizio della settimana, ha rivelato un fenomeno sistemico di violenze dei preti come abuso di potere, favorito dalla Chiesa stessa. I relatori hanno analizzato altre indagini in diversi paesi del mondo, dall'Australia alla Germania, passando per Francia e Spagna, trovando elementi comuni: reticenze, assenza di empatia, inazione rispetto alle denunce e insabbiamenti.
Tra le testimonianze più toccanti, quella di Klaus Walter, un artigiano del violino di 69 anni, che ha raccontato di essere stato abusato da un prete pedofilo quando aveva solo 13 anni. Era l'estate del 1969, entrambi erano al maso, a pascolare le mucche nel paesino di montagna sotto il Corno Bianco. Walter ha ricordato come pensasse che il prete volesse pregare con lui, ma invece, con la scusa di giocare al dottore, lo spogliò e lo toccò.
Il vescovo Muser ha sottolineato che non si tratta di un problema tedesco, ma universale, e ha assicurato che ci sarà un cambiamento culturale per evitare che fatti simili possano ripetersi.




