Abusi nella Chiesa, il vescovo di Bolzano chiede scusa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser, ha chiesto perdono alle vittime di abusi sessuali perpetrati dal clero, ammettendo di essere stato responsabile di omissioni durante il suo episcopato. In una conferenza stampa, Muser ha riconosciuto la riluttanza nell'adottare misure preventive nei confronti dei sacerdoti accusati, sottolineando come le violenze dei preti rappresentino un abuso di potere sistemico, favorito dalla Chiesa stessa.

Il rapporto pubblicato all'inizio della settimana ha rivelato risultati shockanti sull'indagine sui casi di abusi sessuali nella diocesi di Bolzano, documentando 67 episodi tra il 1964 e il 2023. Tra le testimonianze raccolte, quella di Klaus Walter, un artigiano del violino di 69 anni, che ha raccontato di essere stato abusato da un prete pedofilo all'età di 13 anni. Walter ha descritto come l'abuso sia avvenuto durante l'estate del 1969, mentre si trovava a pascolare le mucche in un paesino di montagna sotto il Corno Bianco.

Il dossier ha analizzato anche altre indagini condotte in diversi paesi del mondo, dall'Australia alla Germania, passando per Francia e Spagna, trovando elementi comuni come reticenze, assenza di empatia, inazione rispetto alle denunce e insabbiamenti. Muser ha sottolineato che il problema degli abusi non è esclusivamente tedesco, ma universale, e ha assicurato che ci sarà un cambiamento culturale per evitare che fatti simili si ripetano in futuro.

Durante la conferenza stampa, il vescovo ha ammesso errori personali di omissione e ha chiesto perdono alle vittime sopravvissute, molte delle quali hanno ringraziato per il riconoscimento delle loro sofferenze.

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