Usa, il giallo degli scienziati morti o spariti: l’Fbi apre un’indagine nazionale
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Redazione Esteri
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La Casa Bianca ha confermato che le agenzie federali stanno lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i casi, includendo anche l’ipotesi – ancora non supportata da evidenze – di possibili interferenze esterne o accessi a informazioni sensibili. Almeno undici scienziati legati a programmi sensibili nel campo nucleare e aerospaziale sono morti o sono scomparsi negli ultimi tre anni negli Stati Uniti; una serie di episodi, spiega l’Adnkronos, che ha alimentato ipotesi, teorie e speculazioni, sebbene non emerga alcun nesso evidente tra le diverse vicende.
L’incidente che ha riaperto il caso
L’ultimo, inquietante tassello di questo puzzle riguarda Joshua LeBlanc, un ingegnere nucleare della Nasa di 29 anni, il cui è stato ritrovato carbonizzato all’interno della sua Tesla dopo uno schianto avvenuto il 22 luglio 2025 a Huntsville, in Alabama. Il giovane, che risultava scomparso dalla sua abitazione già da qualche tempo, era alla guida del veicolo quando questo ha urtato un guardrail, ha colpito diversi alberi e infine ha preso fuoco. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, la famiglia aveva allertato la polizia poche ore prima del macabro ritrovamento proprio perché LeBlanc non si era presentato al lavoro, un comportamento del tutto anomalo per le sue abitudini. La salma era talmente irriconoscibile che l’identificazione è stata possibile solo tre giorni dopo, grazie all’intervento del Dipartimento di Scienze Forensi dell’Alabama.
I nodi investigativi e il contesto
Ciò che rende il decesso di LeBlanc – e lo inserisce a pieno titolo nell’inchiesta federale – non è solo la dinamica violenta, ma il suo profilo professionale. Fino al momento della scomparsa, l’ingegnere lavorava su progetti cruciali per la propulsione spaziale, inclusa la guida di un gruppo nel progetto DRACO, un motore a propulsione termica nucleare. L’Fbi, che ha confermato di stare coordinando le indagini con il Dipartimento dell’Energia e altre agenzie, ha spiegato di star “cercando collegamenti” tra gli scienziati scomparsi e deceduti. Anche il Congresso si è mosso: la Commissione di vigilanza della Camera ha chiesto aggiornamenti a Pentagono, Nasa e Federal Bureau of Investigation per verificare se esista un possibile elemento comune tra le morti e le sparizioni, alcune delle quali ancora avvolte nel mistero.
Uno scenario frammentato ma sotto osservazione
Oltre a LeBlanc, il dossier dell’intelligence è fitto di nomi noti negli ambienti della ricerca, spaziando da omicidi accertati a sparizioni senza lasciare traccia. Tra questi figurano Carl Grillmair, astrofisico californiano ucciso a febbraio, e Nuno Loureiro, direttore del Mit deceduto in una sparatoria nel dicembre 2025. Non mancano i casi di persone letteralmente svanite nel nulla, come l’ex generale dell’aeronautica William Neil McCasland, allontanatosi da casa senza cellulare né occhiali, o l’ingegnere Monica Reza, scomparsa durante un’escursione in una foresta di Los Angeles. La Casa Bianca ha ribadito che le verifiche sono ancora in corso e che, al momento, non si possono trarre conclusioni affrettate, limitandosi a constatare l’assenza di una pista unica.




