L'Italia e la crisi nello Yemen
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Redazione Esteri
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L'Italia, guidata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha sottolineo che non ha subito pressioni per partecipare all'offensiva militare di Stati Uniti e Gran Bretagna contro i ribelli delle Yemen. Tajani ha affermato che l'Italia ha sottoscritto la dichiarazione politica sulla sicurezza nel Mar Rosso, ma non quella sugli interventi armati offensivi. Questa scelta è stata dettata sia dalla necessità di un passaggio parlamentare, secondo la Costituzione italiana, sia da una convinzione politica condivisa con il presidente del Consiglio e le forze armate italiane.
La posizione dell'Italia
L'Italia ha espresso la preoccupazione per il rischio di un'escalation che vuole assolutamente evitare. Nel frattempo, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno già lanciato tre raid sulle postazioni militari degli Houthi dello Yemen.
La risposta europea
Guido Crosetto, ministro della Difesa, ha affermato che l'Italia parteciperà sicuramente a una missione europea per la sicurezza delle navi mercantili del Mar Rosso. Questo perché il 15% del commercio marittimo mondiale passa dal Mar Rosso e l'Italia è il paese più danneggiato da questa crisi. L'Italia ha già una fregata che protegge le sue navi in quella zona.
Il futuro della missione
Crosetto spera che l'Unione Europea si muova, dato che finora è stata bloccata dalla Spagna che non ha voluto riconfigurare Atalanta. Servirà quindi una nuova missione, e il ministro Tajani sta già lavorando per farla partire.




