Sally Rooney, i libri non saranno più distribuiti nel Regno Unito: il caso Palestine Action
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Redazione Esteri
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La scrittrice irlandese Sally Rooney non sarà più distribuita nel Regno Unito, in nessun formato. La decisione è stata annunciata il 14 ottobre dalla casa editrice Faber, che ha spiegato come la legislazione britannica vigente le impedisca di trasferire all'autrice i ricavi delle vendite britanniche. All'origine di tutto c'è il sostegno pubblico di Rooney a Palestine Action, il gruppo di azione diretta filopalestinese che il governo di Londra ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche nel luglio 2025.
Un sostegno dichiarato e le conseguenze legali
Rooney, trentacinquenne, è tra le scrittrici più lette della sua generazione. I suoi romanzi – da «Normal People» a «Conversations with Friends», fino a «Intermezzo», pubblicato nel 2024 – hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e sono stati adattati per la televisione. Dopo il bando di Palestine Action, la scrittrice aveva dichiarato in un articolo sul quotidiano irlandese «The Irish Times» l'intenzione di destinare i proventi delle vendite dei suoi libri e dei diritti televisivi al sostegno del gruppo.
Una presa di posizione che, secondo quanto riferito dalla stessa autrice, avrebbe potuto configurare un reato grave ai sensi della legge britannica sul terrorismo, che punisce con pene fino a 14 anni di reclusione chi fornisce sostegno economico a organizzazioni proscritte.
La posizione di Faber e dell'autrice
«Vendere l'opera di una scrittrice e non poterle trasferire i guadagni è una situazione inaccettabile per un editore», ha dichiarato Faber in un comunicato. L'editore ha precisato che la decisione è stata presa «in pieno accordo» con Rooney, la quale ha affermato di aver «fatto ogni sforzo per essere onesta con il pubblico riguardo alle mie convinzioni e intenzioni» e di essere «completamente preparata ad accettare le conseguenze». Rooney ha anche sottolineato che Palestine Action non è un gruppo proscritto nella Repubblica d'Irlanda, suo Paese d'origine.
Il quadro giuridico e le polemiche
Palestine Action era stata vietata nel Regno Unito nel luglio 2025, dopo una serie di azioni dirette contro siti riconducibili all'industria bellica israeliana, tra cui un'incursione nella base della Royal Air Force di Brize Norton durante la quale due aerei erano stati danneggiati con vernice spray. La decisione del governo laburista aveva suscitato aspre critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani, che l'avevano definita sproporzionata.
Nel febbraio 2026 l'Alta Corte di Londra aveva stabilito che il bando era illegittimo, ma la sentenza era stata poi ribaltata dalla Corte d'Appello nel giugno successivo. La questione è ora pendente davanti alla Corte Suprema britannica, che si pronuncerà il 4 e 5 novembre.
La vicenda ha avuto ripercussioni immediate anche sul commercio librario britannico. Le librerie hanno fatto incetta delle copie esistenti, ma i distributori sono già a corto di scorte. La Booksellers Association ha confermato che i titoli già presenti sugli scaffali possono ancora essere venduti, ma non saranno più ordinabili. Alcuni librai hanno espresso sconcerto per quella che hanno definito una forma di censura ai danni di una delle voci più importanti della letteratura contemporanea.
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