Sally Rooney, i suoi libri spariranno dalle librerie britanniche: il caso
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Redazione Esteri
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LONDRA. Le opere di Sally Rooney non saranno più distribuite nel Regno Unito, in nessun formato. L'annuncio è arrivato il 14 ottobre da Faber, l'editore britannico della scrittrice irlandese, che ha spiegato come la legislazione vigente gli impedisca di trasferirle i ricavi delle vendite nel Paese. La decisione è stata presa d'intesa con l'autrice, che ha dichiarato di essere «totalmente preparata ad accettare le conseguenze» delle proprie scelte.
Il sostegno a Palestine Action
All'origine della vicenda c'è il sostegno dichiarato di Rooney a Palestine Action, gruppo di azione diretta filopalestinese che il governo britannico ha inserito nel luglio 2025 tra le organizzazioni terroristiche. Già nel giugno di quell'anno, pochi giorni prima della proscrizione, alcuni attivisti avevano fatto irruzione nella base RAF di Brize Norton verniciando di rosso due aerei militari, un gesto di protesta contro il sostegno britannico a Israele. In un editoriale pubblicato sul Guardian, Rooney aveva espresso apertamente la propria ammirazione per il gruppo.
Poi, in un intervento sull'Irish Times dell'agosto 2025, aveva annunciato l'intenzione di destinare i proventi delle vendite dei suoi libri e i guadagni degli adattamenti BBC di «Persone normali» e «Parlarne tra amici» al sostegno di Palestine Action. In Irlanda il gruppo non è proscritto, ma nel Regno Unito fornire qualsiasi forma di appoggio a un'organizzazione designata costituisce reato, con pene che possono arrivare fino a quattordici anni di carcere.
La posizione dell'editore
Faber ha motivato la propria scelta con l'impossibilità di versare all'autrice i compensi maturati nel Regno Unito. «Vendere l'opera di una scrittrice senza poterle trasferire i guadagni è una situazione inconcepibile per un editore», si legge nella nota diffusa dall'editore, che ha aggiunto di restare «orgoglioso» della produzione letteraria di Rooney e di continuare a venderla in altri territori. Nel resto del mondo la distribuzione prosegue regolarmente; in Italia i suoi libri sono pubblicati da Einaudi.
Le copie fisiche già presenti sugli scaffali delle librerie britanniche potranno restare in vendita, mentre le edizioni in ebook sono state rimosse dalle piattaforme digitali.
Il precedente del 2021 e il percorso giudiziario
Non è la prima volta che Rooney intreccia le proprie scelte editoriali con il sostegno alla causa palestinese. Nel 2021, all'uscita di «Dove sei, mondo bello», si era rifiutata di vendere i diritti alle case editrici israeliane in adesione al movimento internazionale BDS, acronimo di Boycott, Divestment, Sanctions. La decisione aveva suscitato reazioni contrastanti e spinto alcune catene di librerie israeliane a rimuovere i suoi romanzi dagli scaffali. Nel frattempo, la proscrizione di Palestine Action è oggetto di un contenzioso giudiziario ancora aperto.
L'Alta Corte di Londra aveva inizialmente giudicato il bando illegittimo, ritenendolo sproporzionato e lesivo del diritto di espressione, ma la Corte d'Appello ha successivamente ribaltato quella sentenza confermando la legittimità del provvedimento. La parola definitiva spetta ora alla Corte Suprema, che dovrebbe pronunciarsi all'inizio di novembre.
Le reazioni nel mondo culturale
La vicenda ha acceso il dibattito sulla libertà di espressione nel Regno Unito. Huda Ammori, cofondatrice di Palestine Action, ha definito il ritiro delle opere di Rooney «un nuovo punto basso nell'attacco crescente alla libertà di espressione causato dalla proscrizione» del gruppo. Secondo l'associazione Defend Our Juries, oltre 3.700 persone sono state fermate dalla polizia durante manifestazioni a favore dell'organizzazione.
Nel frattempo, alla libreria Waterstones di Trafalgar Square, «Dove sei, mondo bello» compare ancora tra i volumi consigliati con un post-it che lo descrive come opera di uno dei talenti più brillanti della letteratura contemporanea. Una lettrice, che ha preferito restare anonima, ha commentato: «Sally è una donna coraggiosa e per questo avrà sempre il mio rispetto».
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