Raid notturni russi su Odessa e Sumy, almeno quattordici feriti e un morto nella regione di Dnipro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'ennesima notte di terrore per le città ucraine si è consumata con un duplice attacco missilistico e con incursioni di droni che hanno seminato distruzione e panico tra la popolazione civile. A Odessa, la splendida città sul Mar Nero, un bombardamento russo ha preso di mira edifici residenziali, provocando un bilancio provvisorio di almeno quattordici feriti, di cui undici sono stati immediatamente ricoverati in strutture ospedaliere a causa delle lesioni riportate.

Il governatore dell'oblast di Odessa, Oleh Kiper, ha fornito un aggiornamento sulla situazione, precisando che tra i ricoverati uno versa in condizioni critiche, segno della violenza dell'impatto che ha squarciato i palazzi e le vite di chi vi abitava. Le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza delle aree colpite sono ancora in corso, mentre i vigili del fuoco cercano di domare eventuali focolai divampati tra le macerie.

L'attacco alla regione di Dnipropetrovsk e l'offensiva su Sumy

Il quadro degli scontri non si ferma però al fronte meridionale, perché nella notte e nella giornata di domenica 9 agosto le forze di Mosca hanno esteso il loro raggio d'azione anche ad altre porzioni del territorio ucraino. Nella regione di Dnipropetrovsk, i militari russi hanno sferrato circa quaranta attacchi combinati, utilizzando droni, artiglieria pesante e bombe a guida precisa, con l'obiettivo di colpire quattro distretti dell'area. L'aggressione ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre cinque, come riportato dall'agenzia Ukrainska Pravda che cita fonti locali.

Nel distretto di Nikopol, in particolare, sono state prese di mira la città capoluogo e le vicine comunità di Marhanets e Pokrovske, dove le esplosioni hanno danneggiato infrastrutture civili e abitazioni. Tra i feriti di questa offensiva vi è anche un uomo di trentasei anni, le cui condizioni sono state classificate come di media gravità, ed è stato trasportato in un ospedale della zona per ricevere le cure del caso.

L'allarme balistico su Kiev e il coprifuoco aereo

Parallelamente agli attacchi a Odessa e nelle regioni orientali, la capitale ucraina e diverse altre province hanno vissuto ore di forte tensione a causa di un allarme aereo scattato per la seconda volta in una sola notte. La minaccia, questa volta, era rappresentata da armi balistiche provenienti da nord, un avvertimento che ha messo in allerta l'intero sistema di difesa aerea ucraino e ha costretto migliaia di cittadini a cercare rifugio nei sotterranei e nelle stazioni della metropolitana.

L'Aeronautica militare ucraina, attraverso i propri canali ufficiali, ha diffuso l'avvertimento specifico, confermando il lancio di razzi o missili verso il cuore del Paese, mentre la mappa degli allarmi aerei mostrava un quadro quasi completamente rosso, a testimonianza dell'estensione capillare dell'offensiva russa.

Sebbene al momento non siano stati resi noti i dettagli sui danni o sugli eventuali abbattimenti in quella zona, la recrudescenza degli attacchi indica una strategia volta a mettere in difficoltà le infrastrutture critiche e a fiaccare il morale della popolazione, soprattutto in concomitanza con le recenti aperture diplomatiche annunciate da Kiev.

Le conseguenze sui civili e il quadro degli sfollati

L'escalation di violenza ha inevitabilmente aggravato le condizioni di vita dei residenti, già provati da oltre due anni di conflitto e da frequenti interruzioni dell'erogazione di energia elettrica e acqua corrente. A Odessa, i soccorritori stanno setacciando i palazzi danneggiati per accertarsi che non vi siano altre persone rimaste intrappolate sotto le macerie, mentre l'amministrazione locale ha attivato centri di accoglienza per ospitare le famiglie rimaste senza tetto.

Le autorità sanitarie, dal canto loro, hanno fatto sapere che i feriti più gravi sono stati sottoposti a interventi chirurgici d'urgenza, e che la situazione clinica del paziente in condizioni critiche resta sotto stretto monitoraggio. Nonostante gli appelli internazionali alla moderazione e i tentativi di mediare un cessate il fuoco, le bombe continuano a cadere su obiettivi civili, alimentando un ciclo di violenza che sembra non conoscere tregua.

La risposta ucraina, come già visto in passato, ha comunque carattere difensivo, ma le incursioni notturne lasciano presagire che il conflitto sia destinato a proseguire lungo le stesse linee di logoramento che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.

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