Mps, il cda stringe la rosa dei candidati: da Passera a Lovaglio, i nomi per il nuovo consiglio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha compiuto il primo passo formale verso il rinnovo dei suoi vertici, approvando quella che viene definita una "lista lunga", un elenco provvisorio di trenta candidati dal quale, attraverso un successivo e più stringente vaglio, si arriverà alla composizione finale da presentare all'assemblea dei soci convocata per il prossimo 15 aprile -1-7. La riunione, tenutasi in via straordinaria nella serata del 20 febbraio, ha dunque ratificato un primo elenco che include, com'è prassi in queste fasi di transizione, sia figure di chiara esperienza esterna sia gli attuali vertici dell'istituto, il cui destino professionale è ora al centro di complesse interlocuzioni tra i principali azionisti -3-7.

Tra i papabili figurano, ovviamente, anche i nomi del presidente uscente Nicola Maione e dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio, la cui permanenza in sella non è affatto scontata ma viene valutata alla luce delle strategie future volute dai nuovi soci forti, Delfin e il gruppo Caltagirone -1-5. Accanto a loro, la rosa dei trenta comprende una parte degli attuali quindici consiglieri, a testimonianza di una ricerca di equilibrio tra una continuità operativa, che appare necessaria per gestire complesse partite come l'integrazione con Mediobanca, e l'innesto di figure nuove in grado di apportare competenze specifiche e rinnovato dialettico all'interno del board -2-10.

I profili di peso graditi alla Bce e l'ombra dell'inchiesta

Nell'elenco approvato spiccano, per autorevolezza e carriera, nomi che da settimane circolano negli ambienti finanziari come possibili innesti di rilievo. Tra questi, il fondatore di Illimity Corrado Passera, l'amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo – già alla guida di Cassa Depositi e Prestiti – e Carlo Vivaldi, ex direttore generale di Unicredit e attualmente nel consiglio di Banca Mediolanum, sono figure che, secondo indiscrezioni, godrebbero di un gradimento informale anche da parte della Banca centrale europea, da sempre attenta alla composizione qualitativa degli organi di governo degli istituti di credito -3-7. A questi si aggiungono i nomi di Massimo Caputi e del rettore della Luiss Paolo Boccardelli, quest'ultimo già nel consiglio di Banco Bpm, a comporre un ventaglio di competenze che spazia dalla finanza pura al mondo accademico e della consulenza -1-3.

Parallelamente alla selezione dei curricula, che vede al lavoro il comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi affiancato dalla società di head hunting Korn Ferry, il processo di rinnovamento si svolge sullo sfondo di una vicenda giudiziaria che coinvolge l'ad Lovaglio, indagato dalla procura di Milano per presunto concerto nell'ambito dell'operazione che ha portato all'Ops su Mediobanca -5-8. Questa circostanza, pur non pregiudicando formalmente la sua ricandidatura, ha imposto cautele procedurali, come la decisione di escludere lo stesso Lovaglio dai colloqui con gli azionisti in questa delicata fase di consultazioni, un compito gestito direttamente dal presidente Maione per garantire la massima correttezza e trasparenza del procedimento -5-9.

I tempi serrati e il ruolo dei soci forti

L'approvazione della lista lunga non rappresenta che un passaggio intermedio di un percorso regolato da scadenze precise: entro il 5 marzo, infatti, il cda dovrà depositare la lista definitiva, che conterrà venti nominativi, quaranta giorni prima dell'assemblea del 15 aprile -1-7. Sarà poi l'assise dei soci a esprimere la propria preferenza, eleggendo i quindici componenti effettivi del nuovo consiglio. In queste settimane febbrili, il presidente Maione ha già avviato un serrato confronto con i principali azionisti – Delfin, Caltagirone, BlackRock, il Tesoro e Banco Bpm – per sondare le rispettive posizioni e cercare una sintesi che possa raccogliere i due terzi dei voti necessari in cda per l'approvazione della lista -5-7.

La strategia che emerge dalle indiscrezioni parla di una possibile disponibilità dei nuovi soci forti a riconfermare Lovaglio nel ruolo di amministratore delegato, ma a condizione di affiancargli profili di indiscusso spessore e capacità dialettica, come potrebbero essere proprio Passera, Palermo o Vivaldi -3. Un modo, questo, per bilanciare l'esperienza del management uscente con una vigilanza più stretta e competente da parte del board, in un momento cruciale che vedrà il cda, già convocato per il 26 febbraio, chiamato ad approvare anche il nuovo piano industriale che definirà i dettagli dell'integrazione con Mediobanca -7-10.

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