Primo maggio, sicurezza sul lavoro al centro: le piazze dei sindacati e le ombre delle tragedie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sicurezza nei luoghi di lavoro non può più essere una questione negoziabile, ma deve diventare una priorità nazionale. È questo il messaggio che la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha voluto ribadire in occasione del Primo maggio, scegliendo come palco Casteldaccia, in provincia di Palermo, dove il 6 maggio dello scorso anno cinque operai persero la vita, soffocati dall’idrogeno solforato mentre lavoravano all’interno di una cisterna. Un dramma che, come altri, ha scosso l’opinione pubblica senza però innescare quel cambiamento radicale che le organizzazioni sindacali continuano a invocare.

La giornata del lavoro, celebrata con manifestazioni in tre città simbolo, ha visto i leader di Cgil, Cisl e Uil parlare da luoghi legati a tragedie che avrebbero dovuto insegnare qualcosa. Maurizio Landini, segretario della Cgil, ha preso la parola ai Fori Imperiali a Roma; Pierpaolo Bombardieri, della Uil, ha scelto Montemurlo, in provincia di Prato, dove nel 2021 Luana D’Orazio morì schiacciata da un macchinario in fabbrica. Intanto, i sindacati di base si sono riuniti a Milano, mentre la Capitale ha ospitato il tradizionale concertone, lontano dai toni di protesta che hanno caratterizzato le piazze sindacali.

Il governo, da parte sua, ha evitato l’ennesimo decreto last minute sul Primo maggio, ma ha annunciato lo stanziamento di 650 milioni per interventi sulla sicurezza. Una mossa che ha diviso le reazioni: se la Cisl, storicamente più incline al dialogo con l’esecutivo, ha accolto con favore la proposta, altri hanno bollato la misura come insufficiente, considerando che le morti sul lavoro continuano a essere una piaga irrisolta.

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