Fiat, la nuova Grande Panda Turbo 100 punta tutto sul benzina e sul cambio manuale
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Redazione Economia
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L’operazione compiuta da Fiat con la nuova Grande Panda denominata Turbo 100 rappresenta, a ben vedere, un ritorno alle origini piuttosto netto in un panorama automobilistico che sembrava aver ormai archiviato la semplicità meccanica. Dopo aver completato la gamma con le versioni elettrica e mild-hybrid (quest’ultima legata indissolubilmente al cambio automatico), la casa torinese inserisce ora il tassello mancante, proponendo un tre cilindri 1.2 litri privo di qualsiasi forma di elettrificazione che, come spesso accade in questi casi, risponde al nome di Turbo 100. Sotto il cofano, il rinnovato propulsore eroga 100 CV e una coppia di 205 Nm disponibile fin dai bassi regimi, caratteristiche queste che lo rendono particolarmente elastico nel traffico cittadino senza per questo disdegnare tratti extraurbani più scorrevoli.
L’elemento di rottura, o meglio di continuità con la tradizione, è rappresentato dall’abbinamento esclusivo a un cambio manuale a sei rapporti. L’assenza di un aiuto elettrico – sia esso un leggero ibrido da 48 Volt o una spina di ricarica – alleggerisce la vettura e riduce i costi di produzione, permettendo a Fiat di posizionare la variante Turbo 100 come la vera porta d’accesso alla gamma. Chi cerca la massima accessibilità economica senza voler rinunciare alla sostanza, dunque, guarderà con interesse a questa configurazione che richiede la gestione fisica della frizione e della leva del cambio, un gesto ormai dimenticato dai nuovi automobilisti ma ancora molto richiesto da una fetta consistente della clientela italiana.
Prezzi e allestimenti, dalla Pop alla La Prima
La lista dei prezzi della Grande Panda a benzina si articola su quattro livelli di allestimento, partendo dalla spartana Pop per arrivare alla ricca La Prima. La versione di lancio Pop, se acquistata con le promozioni del periodo che includono la rottamazione di un vecchio modello fino a Euro 4, scende a cifre molto aggressive come i 15.900 euro in contanti, arrivando addirittura a toccare i 14.950 euro se si sceglie il finanziamento con la casa madre. Bisogna però fare attenzione ai tassi applicati: in questo secondo caso, il TAEG si attesta intorno al 9%, un costo del denaro che nel lungo periodo potrebbe erodere parte del beneficio dello sconto iniziale.
Salendo di livello, l’allestimento Icon aggiunge elementi che nell’uso quotidiano fanno la differenza, come il sistema multimediale con touchscreen da 10,25 pollici (con connettività wireless per smartphone), i fari full LED e i quattro alzacristalli elettrici; per avere questo pacchetto occorre mettere in conto circa 19.400 euro. Al vertice della gamma per chi sceglie la strada del solo motore termico troviamo gli allestimenti Business e La Prima, quest’ultimo caratterizzato da cerchi in lega da 17 pollici, climatizzatore automatico e inserti in materiale sostenibile, con un prezzo che supera abbondantemente i 22.000 euro. Una forbice che lascia intendere come la vera anima della Turbo 100 sia proprio negli allestimenti più bassi, dove il risparmio alla voce motore consente di avere un’auto nuova e moderna senza gli esosi sovrapprezzi della componentistica elettronica superflua.
Prova su strada, piacere di guida e consumi
Chi guida la nuova Grande Panda 100 cavalli si trova davanti a un’auto che non cerca di stupire con numeri da bolide, ma che punta tutto sulla concretezza e sulla facilità di utilizzo. Il motore a ciclo Miller – progettato cioè per privilegiare l’efficienza rispetto alla potenza pura – risponde con prontezza già a 1.500 giri, un merito della turbina a geometria variabile che riduce al minimo il cosiddetto "turbo lag". La rapportatura del cambio a sei marce è stata studiata per essere perdonante: a 50 km orari, per esempio, si può tranquillamente inserire la quarta marcia senza che il propulsore vada in sofferenza, il che riduce la fatica del guidatore nel continuo saliscendi dei rapporti.
Le sospensioni, dal canto loro, assorbono bene le asperità del pavé cittadino senza risultare troppo morbide in curva, sebbene il baricentro alto e la vocazione prettamente urbana sconsiglino chissà quali acrobazie tra i tornanti. L’unico vero neo, segnalato da chi l’ha provata a fondo, riguarda la posizione delle ultime marce (quinta e sesta), risultate un po’ troppo decentrate rispetto al sedile del conducente, costringendo a un allungo del braccio che, con l’abitudine, si supera senza problemi. Quanto ai consumi, la Casa dichiara una media di circa 5,7 litri ogni 100 km, una cifra superiore a quella della versione Hybrid (che si ferma a 5,0), ma comunque allineata a quella di un’utilitaria moderna non elettrificata; si tratta insomma del giusto compromesso per chi non vuole complicazioni.
La meccanica, il nuovo 1.2 tre cilindri a catena
Fiat ha voluto mettere una pietra sopra ai problemi di affidabilità che avevano afflitto altri propulsori del passato (si pensi a certi episodi con la cinghia a bagno d’olio) adottando per questo motore una distribuzione a catena in acciaio. Un dettaglio tecnico di non poco conto, perché garantisce una maggiore robustezza nel tempo e riduce la manutenzione programmata. Il nuovo blocco cilindri, i pistoni inediti e gli iniettori che lavorano a una pressione di 350 bar sono tutti elementi che concorrono a rendere questa unità molto diversa (e migliorata) rispetto al vecchio PureTech che equipaggiava altre vetture del gruppo. Con una lunghezza che sfiora i 4 metri e un bagagliaio che parte da 350 litri (fino a oltre 1.300 abbattendo i sedili), la Grande Panda Turbo 100 si candida a essere l’auto della famiglia per chi cerca spazio senza per questo dover per forza passare a un segmento superiore. La scelta di lanciare questa versione, in un momento storico in cui le case devono fare i conti con i severi limiti sulle emissioni medie di flotta (i famosi 93,6 g/km), è una mossa che guarda al presente: se l’elettrico è il futuro, il presente per molti italiani si chiama ancora "benzina e cambio manuale".




