Israele, la strategia degli aiuti come arma di controllo su Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La gestione degli aiuti umanitari diretti a Gaza si è trasformata, agli occhi del governo di Benyamin Netanyahu, in uno strumento strategico imprescindibile per il perseguimento degli obiettivi militari. L’ossessione per il controllo totale dei rifornimenti – che Tel Aviv considera l’unica via per vincere la guerra e, al contempo, impedire una riorganizzazione di Hamas – rivela una calcolata volontà di governare il territorio attraverso la leva della sopravvivenza civile. Una strategia, questa, che affronta la crisi umanitaria non come un’emergenza da risolvere, bensì come un elemento cardine della campagna bellica, finalizzato a plasmare gli equilibri futuri della Striscia.

In un contesto già segnato da un’intensificazione dei bombardamenti – fonti mediche locali parlano di decine di vittime negli ultimi raid – il ministro della Difesa Israel Katz ha rilanciato toni di sfida ultimativa: «Hamas liberi tutti gli ostaggi e si disarmi, oppure si apriranno le porte dell’inferno». Una minaccia che si traduce nell’annuncio, peraltro già circolato sui media israeliani, di una prossima e massiccia offensiva su Gaza City prevista per la metà di settembre. L’operazione, stando a quanto riportato dal canale Channel 12, richiederebbe l’evacuazione di circa un milione di persone, un piano logístico di proporzioni immense sul quale permangono divergenze tra l’esecutivo, che spinge per accelerare i tempi, e i vertici militari, più cauti nel garantire protezione alle truppe, agli ostaggi e una parvenza di copertura legale internazionale.

A complicare ulteriormente il quadro, giunge la rivendicazione del gruppo yemenita Ansar Allah – noto come Houthi – di aver colpito «con successo» l’aeroporto Ben Gurion presso Tel Aviv mediante un missile balistico ipersonico, eludendo, a loro dire, i sistemi di difesa israeliani. Un episodio che, se confermato, segnala l’allargamento geografico del conflitto e l’aumento della pressione sul fronte della sicurezza interna, già fortemente provata.

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