Pillon nuovo avvocato per la “famiglia nel bosco”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La difesa legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori noti per essersi rifugiati in un’area boschiva con i figli, cambia radicalmente volto. Simone Pillon, ex senatore della Lega nonché fautore di battaglie tradizionaliste come il Family Day, ha infatti accettato l’incarico di rappresentare la coppia. La sua nomina, che arriva a poche ore di distanza dall’annuncio formale dei precedenti difensori, segna una svolta nella strategia giudiziaria del caso. Marco Femminella e Danila Solinas, entrambi iscritti al Foro di Chieti, hanno comunicato la rinuncia al mandato motivandola con l’impossibilità di trovare una linea comune con i loro assistiti; una rottura, questa, che aveva cominciato a delinearsi già nello scorso mese di novembre, quando i due legali avevano tentato - senza successo - di ottenere un riavvicinamento tra i minori e i genitori.

I termini della separazione dai precedenti difensori

Proprio oggi Femminella e Solinas hanno ufficializzato la loro uscita di scena, senza però aggiungere dettagli sugli specifici punti di disaccordo che hanno reso impossibile la prosecuzione del rapporto professionale. “Non c’era una visione comune”, hanno dichiarato con una formula asciutta, lasciando intendere che il dissenso riguardasse non tanto le singole scelte processuali, quanto l’intera impostazione della difesa. I due avvocati, che da novembre scorso seguivano Trevallion e Birmingham nel complesso tentativo di riavvicinarli ai bambini allontanati, hanno depositato la rinuncia al mandato senza indicare quali fossero le direttive impartite dai loro ex assistiti. Da parte sua, la coppia non ha rilasciato alcuna dichiarazione nelle ore immediatamente successive alla rottura, limitandosi a confermare, attraverso un breve contatto con l’agenzia di stampa, l’avvenuta nomina di Pillon.

Pillon e il suo profilo tra diritto di famiglia e attivismo politico

Simone Pillon, che ha ricoperto la carica di senatore della Lega durante la scorsa legislatura, è noto per la sua competenza in materia di diritto di famiglia, maturata sia in ambito accademico sia in numerose cause ad alta conflittualità genitoriale. L’ex parlamentare, del resto, è stato tra gli organizzatori e i più convinti sostenitori delle manifestazioni del Family Day, schierandosi ripetutamente contro la cosiddetta “ideologia gender” e a favore di una concezione tradizionale dell’istituto familiare. In questi mesi, senza mai entrare nel merito delle verifiche psichiatriche disposte dal tribunale, Pillon aveva già commentato il caso della famiglia del bosco con toni critici verso l’operato dei servizi sociali, parlando di “eccessiva ingerenza dello Stato” e di “allontanamenti traumatici ingiustificati”. Posizioni, quelle espresse dall’avvocato, che ora assumono un peso specifico molto diverso, da quando cioè è lui stesso a dover tradurre in atti giudiziari e in strategie difensive quelle che fino a ieri erano solo dichiarazioni a caldo.

Il nodo ancora irrisolto della perizia psicologica

Uno degli aspetti più delicati che il nuovo legale si troverà ad affrontare - e che probabilmente ha contribuito alla frattura con i precedenti difensori - riguarda la perizia psicologica cui i genitori sono stati sottoposti nei mesi scorsi. I giudici, nel prendere atto dell’allontanamento dei minori dalla coppia, avevano disposto una valutazione approfondita delle capacità genitoriali di Trevallion e Birmingham; una consulenza tecnica che, secondo quanto filtrato in ambienti giudiziari, avrebbe evidenziato criticità tali da rendere al momento impraticabile qualsiasi ipotesi di riavvicinamento immediato. Femminella e Solinas avevano provato a contestare alcuni passaggi della perizia, cercando un accordo per una seconda valutazione indipendente. Pillon, dal canto suo, ha già affermato in passato che “spesso queste perizie nascondono pregiudizi ideologici” e che “il diritto del minore a crescere con i propri genitori non può essere sacrificato sull’altare di rapporti tecnici frettolosi”. Resta da vedere, ora, se questa linea verrà portata avanti in aula con gli stessi toni o se l’ex senatore preferirà una strategia più attendista, magari puntando a far decadere i termini per l’affidamento prolungato dei bambini a terzi.

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