Borse europee in recupero, il FTSE MIB chiude in rialzo insieme agli altri listini
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Redazione Economia
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Le principali borse europee hanno archiviato la seduta con segno positivo, mettendo a segno un recupero dopo le perdite delle giornate precedenti. Il FTSE MIB di Milano ha registrato una performance in linea con quella del Vecchio Continente, in una giornata caratterizzata da acquisti diffusi sui listini azionari. L'attenzione degli investitori resta concentrata su due variabili che continuano a condizionare le scelte di portafoglio: i rendimenti obbligazionari e i prezzi del petrolio.
Il quadro dei principali indici
Sul fronte dei listini, il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,7%, mentre il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese sono avanzati entrambi dello 0,1%. Si tratta di variazioni contenute, che segnalano una cautela di fondo nonostante la tendenza positiva. L'indice paneuropeo STOXX 600 aveva chiuso la seduta precedente in rialzo dello 0,3%, con il DAX tedesco sostanzialmente invariato e gli altri due principali indici in progresso dello 0,2%.
Petrolio e rendimenti obbligazionari
I prezzi del greggio restano su livelli elevati, con il Brent che si attesta intorno ai 103 dollari al barile e il WTI poco sopra i 90 dollari. Le contrattazioni sono rimaste sensibili agli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, il passaggio strategico attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento del BTP decennale italiano si è mantenuto solido anche con lo spread sopra quota 100: il differenziale con il Bund tedesco si è attestato a 102,9 punti base, con il decennale italiano al 4,60% e quello tedesco al 3,58%.
Le ragioni della prudenza
A pesare sulle aspettative degli investitori concorrono diversi fattori. Il conflitto in Medio Oriente continua a generare incertezza, alimentando timori sulle catene di approvvigionamento energetico. A ciò si aggiungono l'elevato debito pubblico dei Paesi dell'area euro e la forte emissione di obbligazioni da parte delle società legate all'intelligenza artificiale, che sottrae liquidità ad altri comparti del mercato.
Il quadro macroeconomico resta segnato da un'inflazione che, secondo le proiezioni della Banca Centrale Europea, dovrebbe stabilizzarsi intorno all'obiettivo del 2% nel medio periodo, con i tassi di riferimento fermi al 2% per i depositi e al 2,15% per le operazioni principali di rifinanziamento.
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