Tarantino spiega perché ha abbandonato "The Movie Critic" e svela il suo capolavoro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quentin Tarantino ha finalmente chiarito le ragioni che lo hanno spinto a cancellare The Movie Critic, progetto che avrebbe dovuto segnare il suo addio al cinema. Il regista, noto per la sua meticolosità e per aver spesso accantonato idee ambiziose, ha ammesso di aver preferito congelare il film piuttosto che rischiare di concludere la carriera con un lavoro non all’altezza delle aspettative. «Non volevo che fosse solo l’ultimo, ma il migliore», ha dichiarato, lasciando intendere che l’ossessione per il perfezionismo abbia avuto un peso nella decisione.
Mentre The Movie Critic finisce nel dimenticatoio, Tarantino ha confermato di aver scritto una sceneggiatura incentrata su Cliff Booth, il stuntman interpretato da Brad Pitt in C’era una volta a Hollywood. A dirigere il film, però, non sarà lui: il compito è stato affidato a David Fincher, scelta che lo stesso Tarantino ha definito «perfetta», sottolineando come lo stile pulito e ossessivo di Fincher possa esaltare il personaggio. Sebbene non abbia voluto aggiungere dettagli sulla trama, ha lasciato intendere che il progetto potrebbe riservare sorprese.
In un’altra intervista, rilasciata durante una partecipazione al podcast The Church of Tarantino, il regista ha parlato senza remore della sua filmografia, indicando Bastardi senza gloria come il suo capolavoro. «Senza l’influenza di Luc Besson, non sarebbe stato lo stesso», ha ammesso, riconoscendo come il cinema europeo abbia plasmato il suo approccio visivo. Un tributo inaspettato, considerando che Tarantino ha sempre citato soprattutto registi italiani e asiatici tra le sue principali fonti d’ispirazione.




